Ciociaria, rivolta dei sindaci: «Rifiuti campani, no grazie»

I primi cittadini del Cassinate scrivono al governatore del Lazio: «Avrebbero un pesante impatto su un territorio già in grave ritardo»

I sindaci della provincia di Frosinone, ed in particolare quelli del Cassinate, sono fermamente contrari ad accogliere i rifiuti della Campania e lo hanno fatto sapere chiaramente al presidente della Regione Piero Marrazzo, destinatario di una dura nota.
«Il Lazio, e in particolare il Frusinate e il Cassinate - ha dichiarato il primo cittadino di Cassino Bruno Scittarelli, portavoce della Consulta dei sindaci - non può accogliere i rifiuti della Campania. Siamo fermamente contro la disponibilità annunciata dal presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia. Il Cassinate è di per sé già in emergenza, per cui non può offrire aiuto a nessuno. La nostra area è già una pattumiera e fino ad ora non è ancora riuscito neppure a smaltire l’emergenza del passato e che ci ha lasciato pericolose discariche. L’impianto di Colfelice, in particolare, non può accogliere altri rifiuti, visto che è già inadeguato ad accogliere quelli della provincia di Frosinone, tanto che sono in corso lavoro di adeguamento».
Ci sarebbe poi l’altra possibilità, legata all’impianto di San Vittore del Lazio, a pochi chilometri da Cassino, ma anche questa eventualità viene bocciata dai sindaci dell’area. Ecco cosa hanno scritto a tal proposito a Marrazzo: «L’incremento dell’attività del termocombustore di San Vittore arrecherebbe un aggravamento dell'impatto ambientale su un territorio già pesantemente a rischio e caratterizzato, come confermano le indagini della Asl, da una superiore incidenza dei casi di malattie tumorali rispetto ad altri territorio confinanti. La Regione Lazio, inoltre, non può assumersi la grave responsabilità di dare la propria disponibilità ad accogliere nel Cassinate i rifiuti della Campania, ben sapendo che essa stessa è in grave ritardo nella soluzione dello stesso problema».
Il presidente della Provincia di Frosinone Scalia, a capo di una amministrazione di centrosinistra, ieri ha fatto una parziale marcia indietro rispetto alla disponibilità data 24 ore prima a Marrazzo, sostenendo che negli impianti della Ciociaria si potrebbero al massimo ospitare rifiuti già trattati altrove. Ma anche questa eventualità viene seccamente respinta dai tecnici, e stigmatizzata da vari esponenti dell’opposizione, visto che si tratterebbe pur sempre di rifiuti pericolosi, oltre al fatto che, una volta messi in lavorazione quelli della Campania, gli impianti di San Vittore e Colfelice non potrebbero allo stesso tempo smaltire quelli della Ciociaria, facendo così scoppiare un’emergenza anche da queste parti.
Per questa sera è comunque prevista una riunione dei sindaci e delle associazioni ambientaliste del Cassinate, presso il Comune di San Giovanni Incarico.