La Ciociaria va in guerra per un panino

Questa volta la toppa - come recita il detto popolare - è stata peggio del buco. Di fronte alla rivolta contro lo spot pubblicitario del “panino ciociaro”, la McDonald’s ha tentato di correre ai ripari dicendosi «molto dispiaciuta che la campagna pubblicitaria abbia urtato la sensibilità di alcune personalità del Frusinate. Lo spot non intendeva assolutamente rappresentare in maniera poco rispettosa questo territorio, i suoi abitanti e le loro tradizioni...».
Il punto è proprio questo: le accuse di colonizzazione culturale (prima ancora che gastronomica) che vengono rivolte alla multinazionale americana, evidentemente un fondamento ce l’hanno. Tanto che nessuno dei responsabili dello spot si è fatto sfiorare dal minimo dubbio prima di mandarlo in onda. Eppure il contestato messaggio è una sequela di falsità: dal pane al companatico, per finire alla “ricercata” inflessione dialettale che, come un linguista ha fatto osservare, è semmai un misto di parlate che vanno dal folignate al ternano o al maceratese. Tutte zone dell’Umbria e delle Marche lontane dalla provincia di Frosinone non solo in senso geografico.
Quanto al rispetto delle tradizioni gastronomiche locali, provate a a chiedere a un fornaio di Ceccano un panino morbido al sesamo o una panfocaccia al rosmarino. Sicuramente vi guarderà di traverso. E che dire della cotoletta di pollo condita con formaggio cremoso al bacon e insalata? Gli abitanti di Frosinone e dintorni preferiscono senza ombra di dubbio le «marzoline» che richiedono una certa stagionatura e, semmai, il guanciale per gli altri usi di cucina. Altro che bacon...
A dare avvio alla rivolta contro l’ultima trovata della multinazionale del fast-food è stato Massimo Roscia, scrittore e critico gastronomico. I ciociari sono gente “tosta”; Giulio Andreotti che a Frosinone aveva il suo feudo elettorale, sostiene che furono i veri fondatori di Roma. «Questa - dice Roscia - è la terra dei Volsci, la patria di Cicerone, Giovenale, Caio Mario, San Tommaso d’Aquino e del Cavalier d’Arpino, la culla della tomistica, del gotico cistercense, del monachesino occidentale e del Cesaropapismo». Tutte cose ignorate da chi ha inventato uno spot che tende a rafforzare lo stereotipo della Ciociaria come terra abitata soltanto da rozzi contadini. Per tutti questi motivi l’assessore regionale del Lazio Francesco Scalia ha chiesto l’intervento del Garante della concorrenza e del mercato per far ritirare lo spot. «Intendo segnalare - ha scritto Scalia, che è stato anche presidente della provincia di Frosinone - il carattere palesemente ingannevole del messaggio pubblicitario sul cosiddetto panino ciociaro della McDonald’s che nulla ha a che vedere con la secolare tradizione culinaria della Ciociaria».