Ciprì e Maresco: Luttazzi e amici smettano di fare i martiri

Gli irriverenti registi palermitani autori del programma satirico «I migliori nani della nostra vita». «W Zapatero? Non è cinema»

Pedro Armocida

da Roma

Si può ancora parlare di coraggio nella programmazione televisiva? Nel caso de La7, sì. Perché a distanza di ben 12 anni dai corti di Cinico Tv trasmessi da Blob di Ghezzi su Raitre, tornano sul piccolo schermo Daniele Ciprì e Franco Maresco, la coppia di registi palermitani più dissacrante e originale del cinema e della televisione italiana degli ultimi tempi. E così il loro nuovo programma, I migliori nani della nostra vita, conquista addirittura la prima serata del sabato, dal 14 gennaio alle 20.30, «a testimonianza - dice Antonio Campo Dall'Orto, direttore generale television di Telecom Italia Media - della scelta di La7 di proporre un sabato realmente differente e di puntare su programmi diversi». Franco Maresco alla conferenza stampa di presentazione del programma, con il suo solito humour, scherza parlando di «autolesionismo mediatico» de La7 ma aggiunge anche di «aver lavorato in assoluta libertà». Ciononostante, visti solo pochi minuti de I migliori nani della nostra vita, sembra proprio che i due registi palermitani, coadiuvati da Claudia Uzzo e Tatti Sanguineti, abbiano deciso di essere un po’ meno radicali che nel passato, realizzando dei veri e propri sketch comici, interpretati come sempre dai loro squinternati e amati attori. «Non vi fidate - avverte però Maresco - perché vi abbiamo fatto vedere solo le cose presentabili. Comunque sono passati tanti anni da Cinico che era chiaramente una presa in giro della tv del dolore. Ma da allora il piccolo schermo è cambiato in peggio. Oggi non possiamo competere con Maria De Filippi o con Costanzo. Abbiamo allora deciso di realizzare un programma anacronistico con un tipo di comicità pura, da archeologia televisiva, pensiamo a Noschese in Italia». Così nella prima puntata vedremo la gag sul ponte di Messina costruito (in cartone) in pochi istanti da un ingegnere che farnetica sul committente dell'opera: «Berlusconi o Gesù, si assomigliano». Poi si va avanti con personaggi che in tv guardano noti programmi come C'è merda per te, altri che magnificano Palermo come una città dove non c'è la mafia e si beccano la pernacchia finale. Insomma con il loro classico bianco e nero, le inquadrature fisse, le ambientazioni periferiche tornano Ciprì e Maresco con quello che definiscono «il primo programma italiano anti-internazionale di controtelevisione». Nel tentativo - spiegano - di strappare gli spettatori dalla «melma catodica» che per loro è sia di destra che di sinistra. E infatti, dicono, «tra Zelig e il Bagaglino non c'è poi tutta questa differenza, sono entrambi qualunquisti», le fiction «sono una porcheria», gli epurati dalla Rai (Luttazzi & Co.) «sono eroi per appropriazione indebita». «Non è solo grazie al fatto che abbiamo un presidente del Consiglio che non so come definire... un po’ limitato, che possiamo fare di un po’ di persone che hanno anche un potere visibile, dei martiri». Dulcis in fundo, l'osannato Viva Zapatero! «è assolutamente sopravvalutato». «Peggio», aggiunge Ciprì, «in sala non andava proiettato, perché non è cinema».