Cipro, giù l’ultimo muro d’Europa

da Nicosia

Nicosia come Berlino: i ciprioti che hanno assistito all’abbattimento del muro di cemento che divideva la parte greca da quella turca si sono portati a casa dei calcinacci come souvenir di un evento storico. «Voglio conservarne un pezzo per farlo vedere ai miei figli e raccontare loro che ero qui il giorno in cui il muro cadde», spiega il 28enne Adamos Adamou.
Le autorità greco-cipriote hanno completato ieri mattina la demolizione del muro che divideva la via Ledra di Nicosia, tra la parte greca e quella turca dell’isola. Un bulldozer aveva cominciato giovedì sera i lavori, che mirano a ristabilire il passaggio tra le due parti del Paese. La demolizione del muro non era stata preannunciata.
«È un primo passo positivo, in segno di buona volontà da parte nostra», ha dichiarato il portavoce del governo greco-cipriota, Christodoulos Paschiardis, precisando che la completa riapertura della via Ledra non potrà aver luogo prima che le truppe turche si siano ritirate dal posto di controllo che mantengono sulla stessa strada.
La strada in questione, che attraversa la capitale dalla zona sud alla zona nord, è considerata come il simbolo più forte della separazione dell’isola di Cipro in due entità dopo l’invasione turca del nord nel 1974. Esistono cinque punti di passaggio tra le due parti, ma nessuno nella città di Nicosia.
Il governo greco-cipriota è il solo riconosciuto dalla comunità internazionale, mentre il nord è riconosciuto soltanto dalla Turchia, che vi mantiene circa quarantamila soldati.