La Cir si tiene L’Espresso e si separa da Benedetto

da Milano

Cir fa chiarezza: approva la scissione delle partecipazioni e affida a Monica Mondardini la guida del Gruppo Editoriale L’Espresso. Non ci sarà più un’unica holding che mischia tutte le società della famiglia De Benedetti, ma ora verranno separate le varie attività: da un lato confluiranno quelle editoriali, dall’altro quelle industriali e finanziarie.
Ieri il cda di Cir ha dato il via libera al piano di separazione presentato lo scorso luglio. Il progetto prevede che dentro la vecchia Cir rimarrà il Gruppo Editoriale L’Espresso mentre verrà costituita una nuova holding in cui confluiranno Sorgenia (energia), Sogefi (componenti per auto), Holding Sanità e Servizi (sanità) e servizi finanziari (Jupiter, Oakwood, Cir International e Ciga/Medinvest).
Il Gruppo L’Espresso raccoglierà la potenza editoriale dei De Benedetti: il settimanale, La Repubblica, oltre a 16 quotidiani nazionali, All music e le tre radio (Dj, Capital e M2O). La guida del gruppo editoriale verrà affidata a Monica Mondardini, attuale amministratore delegato di Generali España con diverse esperienze nel settore editoriale, in Fabbri e nella direzione di Hachette Europa. La Mondardini prenderà il posto di Marco Benedetto che lascia la guida del gruppo dopo 25 anni.
Passando ai dettagli finanziari, l’operazione prevede che agli attuali azionisti di Cir verrà assegnata un’azione della nuova holding ogni Cir già posseduta. Il risultato sarà quello di vedere Cofide, la scatola di controllo della famiglia De Benedetti, mantenere il 48% della nuova holding e il 48% della vecchia Cir, che avrà come unico asset il 55% dell’Espresso.
Per il via libera definitivo il piano deve ottenere l’approvazione dell’assemblea straordinaria, in agenda il prossimo 14 ottobre. L’assise potrà bloccare il progetto se troverà contraria la maggioranza dei soci Cir presenti, esclusa Cofide. «Ma difficilmente accadrà, la scissione è conveniente per tutti gli azionisti», spiega un analista. Grazie alla separazione, infatti, il mercato ridurrà lo sconto holding, uno sconto applicato ai prezzi di Borsa di Cir per cui il titolo ora quota circa il 40% in meno della somma delle sue partecipate. «Con la scissione questo sconto diminuirà e gli azionisti si troveranno in tasca due titoli del valore maggiore della vecchia Cir», continua l’analista.
Il problema, ora, è da che parte stare? Mantenere entrambe le azioni, o puntare solo sulle attività industriali o quelle nell’editoria? La famiglia sembra aver già scelto. Secondo i piani del gruppo, il presidente e azionista di Cir, Carlo De Benedetti, concentrerà il proprio impegno su L’Espresso, di cui resta presidente esecutivo, mentre il figlio Rodolfo diventerà amministratore delegato della nuova holding.
Questa separazione non è solo funzionale al business, ma anche ai rapporti di famiglia: Rodolfo è sempre stato più attratto dalle attività industriali, mentre il padre è più appassionato dei media.