Circo degli orrori: ragazze in vasca con piranha

A Salerno padre, madre e le due figlie erano tenuti in schiavitù dai proprietari del tendone. Le ragazze costrette a esibirsi negli esercizi più pericolosi. I carabinieri hanno arrestato tre persone e altre tre sono state denunciate in stato di libertà

Salerno - Il clou dello spettacolo era la vasca con sette terribili pesci piranha, che nuotavano attorno a una bella ragazza, immersa nell'acqua fino al collo. Una sofferenza inaudita, per Vesela, 19 anni, bulgara, costretta con la forza ad entrare in quella maledetta vasca di vetro trasparente, riempita di acqua gelida. Una sera che lo spettacolo si stava tenendo a Sicignano degli Alburni, nel Salernitano, la povera Vesela, sfinita dall'acqua gelida, cercò di uscire dalla vasca ma fu platealmente ricacciata dentro, con una manata sulla testa da uno dei proprietari del circo «Marino».

I piranha erano innocui: è l'acqua gelida a renderli inoffensivi ma, Vesela aveva paura lo stesso, tanto che, durante l'esibizione, teneva gli occhi chiusi per il terrore che potesse accadergli qualcosa di grave. Ma, quel disperato tentativo di uscire dalla vasca ghiacciata, e il gesto vigliacco di uno dei proprietari di rimandarla sott'acqua, non sfuggì agli occhi pietosi di uno spettatore che subito dopo si recò in caserma dai carabinieri per denunciare l'accaduto. Scattarono le indagini, pochi giorni soltanto di attività investigativa. Poi, a Pasqua, il blitz nel circo degli orrori, mentre il tendone si trovava per uno spettacolo a Petina (nel Salernitano), che ha svelato ai carabinieri del maggiore Nobile Risi, un’incredibile storia di violenza e schiavitù. La sorellina di Vesela, 16 anni, per esempio, era costretta a stare in un invaso dove le venivano appoggiati sul corpo seminudo serpenti e persino una tarantola. Nel corso di uno spettacolo la ragazzina fu morsa da un serpente e successivamente mal curata. Un'altra volta un serpente le strinse così forte il corpo da rischiare di stritolarla provocandole gravi lesioni.

Ma non erano solo Vesela e la sorella a essere ridotte in schiavitù: con loro, anche il padre e la madre erano costretti a una vita disumana. I carabinieri hanno arrestato tre persone e altre tre sono state denunciate in stato di libertà. Nel carcere di Salerno, sono stati condotti, su ordine del pm Mariella De Masellis, della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, i titolari del circo degli orrori: Enrico Raffaele Ingrassia, di 57 anni, il figlio William, 33, entrambi di Santa Croce di Magliano (Campobasso) e il genero Gaetano Belfiore, 25, di Lucera (Foggia).

La famiglia bulgara era arrivata in Italia nel gennaio di quest'anno, con l’intermediazione di una donna, loro connazionale (denunciata in stato di libertà) ma con prospettive di vita diverse da quelle in cui è stata trovata. La famiglia viveva in due cassoni di camion, infestati dagli scarafaggi e tra la sporcizia. Lo «stipendio» (si tratta di un eufemismo) era di cento euro al mese, rispetto ai 480 pattuiti: la differenza finiva nelle tasche dell’intermediatrice bulgara. I turni di lavoro erano quasi non stop: dalle 15 alle 20 ore al giorno. Solo qualche ora per dormire, nessuna possibilità di lasciare il circo per un po' di svago.

I carabinieri hanno scoperto che altri cittadini dell'est europeo erano passati per il circo Marino ma erano, dopo un po' di tempo, riusciti a sfuggire agli orrori. Per questo motivo i carabinieri sono convinti di avere smantellato una presunta organizzazione dedita alla tratta internazionale di esseri umani e alla riduzione in schiavitù di persone tra la Bulgaria e l'Italia.