Circo invisibile tutto da vedere

Resterà in scena fino a domani, al Teatro della Tosse, il Cirque Invisible. Due ore di stupore. Ecco come si può definire in sintesi lo spettacolo di Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin. Uno stupore che nasce dai trucchi, dalle battute, dalle gag, dalle acrobazie di questi due straordinari artisti, acrobati, fantasisti, illusionisti, funamboli, prestigiatori, clown, musicisti… che dagli anni '70 in poi non hanno mai smesso di percorrere incessantemente le più grandi capitali europee e internazionali divenendo gli inventori di un nuovo tipo di teatro, ormai assurto a vero e proprio genere teatrale: il nouveau cirque.
Un circo sognato, reinventato, dove tutto si svolge in un fluire, in apparenza, privo di ogni fatica, naturale e spontaneo come un trastullo, un circo venato di surreale, creato da due artisti che, nell'epoca virtuale e degli effetti speciali, riescono a incantare con la loro arte fatta di stracci e precisione. Ma sopratutto di loro due. Lui, Jean Baptiste, coi suoi modi da bambino - vecchio, istrionico, fracassone, prestigiatore. Lei, Victoria, silenziosa, con uno sguardo un po' stupito e un po' spaventato, ricoperta di vestiti che in pochi attimi si trasformano in un fantastico zoo immaginario.
Lei, sempre perfetta, danza sulla corda tesa, si lancia in volteggi mozzafiato con le funi, cavalca ippogrifi di sedie, si trasforma in donna-orchestra, eseguendo uno stupendo concerto per bicchieri, tegami e cucchiai. Insieme fanno comparire animali dal nulla e trasformano un piccolo coniglio in un coniglio gigante. Aiutati dagli oggetti di scena e da piccoli animali domestici, ritraggono biciclette in amore. E quando Thierrée fa acrobazie con le bolle di sapone e poi le colpisce con un martello e le bolle suonano a festa come campane, come si fa a non lasciarsi avvolgere dallo stupore?