«Circobuda» e gli scolari fanno spettacolo

Domenica pomeriggio 210 bambini delle elementari «Poerio» si esibiranno al teatro degli Arcimboldi

Pietro Vernizzi

«Circobuda», un musical interamente realizzato dagli scolari delle elementari «Poerio», conquista il palco degli Arcimboldi. Dopo un anno di prove, domenica pomeriggio i 210 bambini si esibiranno recitando e cantando in uno spettacolo gratuito (con prenotazione) del quale hanno anche curato personalmente le scene e i costumi. Ultimi giorni per le prove con i ritocchi finali e poi via, di fronte al pubblico del principale teatro milanese dopo la Scala. La regista Federica Santambrogio batte le mani, e i giovani attori passano dalla confusione che caratterizza ogni intervallo alla serietà e all'ordine con cui interpretano la loro parte. Anche se, ogni tanto, gli adulti che coordinano lo spettacolo devono richiamarli: «Il primo che fiata torna in classe a studiare le tabelline».
Gli aiuti registi sono cinque ragazzi dell'ultimo anno: Samuel, Matteo, Laura, Andrea e Philippe. È anche merito loro se dopo i primi tentativi si è arrivati a un prodotto compiuto. Ormai parlano come dei perfetti critici teatrali: «La cosa più difficile è ottenere una sincronizzazione perfetta - esordisce uno -. Per esempio fare entrare tutti gli attori nello stesso momento, e non uno qua e uno là». La cosa più bella? «Non fare lezione», rispondono in coro dopo un attimo di esitazione. Anche se, spiegano, recitare è più faticoso che studiare. Una fatica ben ripagata, però: «Valeva la pena impegnarsi per avere un risultato così».
Gli scolari, insomma, sono soddisfatti dell'iniziativa organizzata da Operalibera, l'associazione diretta da Daniela Morelli, autrice di «Circobuda». E lo sono anche gli adulti, almeno a sentire Michela Costa, assistente alla regia: «Il team dei collaboratori è composto da professionisti della Scala e di Brera, perché vogliamo far conoscere ai ragazzi il teatro vero. Ma non è solo una cosa per futuri Strehler o Ronconi: recitando, imparano a conoscere meglio il proprio corpo e la propria voce, e diventano più disciplinati e capaci di concentrarsi».