La circolare di Alfano per rivedere il 41-bis

Nelle due cartelle della circolare, secondo quanto appreso
da fonti ministeriali, si forniscono indicazioni logistiche per
limitare infatti la possibilità di contatto tra i reclusi

Roma - Sono due gli aspetti principali della circolare sul 41-bis di cui ha parlato, questa mattina a Palermo in occasione del 16° anniversario dalla morte del giudice Borsellino, il ministro della giustizia Angelino Alfano. Punti tesi comunque a limitare la circolazione delle informazioni tra i boss.

I boss in celle lontane tra loro Nelle due cartelle della circolare, secondo quanto appreso da fonti ministeriali, si forniscono indicazioni logistiche per limitare infatti la possibilità di contatto tra i reclusi. La prima indicazione specifica ai direttori degli istituti di pena è perché dispongano lo spostamento dei boss sottoposti al regime del 41-bis in celle lontane tra loro, dove non sia possibile neanche comunicare parlando ad alta voce, cosa che talvolta avviene addirittura cantando. I direttori dei carceri sono inoltre autorizzati ad applicare sanzioni disciplinari ai detenuti che siano sorpresi a passarsi informazioni.

I gruppi di "socialità" L’altro aspetto riguarda la formazione dei cosiddetti "gruppi di socialità", cioè la possibilità di detenuti sottoposti al regime del carcere duro di uscire talvolta dall’isolamento, ma solo in piccoli gruppi da tre a cinque. Anche i criteri di formazione di questi gruppi sono da ora più rigidi. I direttori dovranno evitare che entrino in contatto boss di origine geografica diversa o appartenenti a organizzazioni criminali diverse per evitare il nascere di eventuali alleanze, ma anche dovranno impedire che dei gruppi facciano parte insieme vecchi e nuovi reclusi in modo da evitare che questi ultimi forniscano informazioni fresche.