Cirillo canta la straordinaria intuizione di Don Bosco «Nel suo oratorio i giovani trovarono una nuova vita»

«Don Bosco? Ma no… Don Gesso!». È il Marcello Cirillo di sempre quello che ieri ha presentato la versione in musical della vita del celebre Santo. Una simpatia che lo porta a sdrammatizzare in questo caso sulla sua stessa condizione fisica: durante una recente diretta di una trasmissione tv, infatti, l'attore e cantante si è fratturato il malleolo, cosa che lo ha costretto a rivedere, assieme al regista Piero Castellacci, la sua interpretazione. «Mi vedrete in alcune scene entrare anche con le stampelle - scherza Cirillo -. In ogni caso questo incidente mi ha portato a valorizzare sul palco la parte più composta, riflessiva e introversa di Don Bosco». Lo spettacolo, dopo il successo romano dello scorso autunno, farà tappa al Palasharp domenica 25 genanio (info 030/73.76.675), per poi toccare altre 11 città in giro per l’Italia. «La prevendita va a gonfie vele. Ci aspettiamo 3mila spettatori circa» rivela il produttore Elia Faustini.
Punto forte del musical sarà una colonna sonora di 24 canzoni scritte da Alessandro Aliscioni e Achille Oliva. «Le musiche sono bellissime, credetemi. Saranno un autentico veicolo dei valori trasmessi dalla storia di Don Bosco, cosa resa possibile anche dai pochi effetti speciali e da un trama ricca di contenuti educativi» aggiunge Cirillo. Della vita del Santo verranno inscenate soltanto le parti più significative: «Verso la fine del primo tempo ci sarà un omicidio di un giovane. E qui verranno fuori i veri valori di Don Bosco: con il suo aiuto i ragazzi sapranno iniziare una nuova vita, ci sarà una rinascita. Verrà fuori anche la sua lotta sociale per il riconoscimento di maggiori diritti che lo ha reso il primo vero sindacalista italiano» spiega ancora il protagonista.
E per Cirillo quella di interpretare il fondatore del primo oratorio in Italia è stata una scelta naturale: «Da ragazzino ebbi un incidente e fui salvato da un salesiano. Interpretare Don Bosco è per me la normale conclusione di un lungo percorso». Lo spettacolo viene riproposto in questo secondo tour proprio in occasione dell’anno del 150° anniversario della Fondazione della Congregazione Salesiana, a pochi giorni dalla festa di Don Bosco del 31 gennaio. «C'è una grande attualità in tutta la sua storia. Don Bosco era un prete che educava ai valori, un grande uomo con un cuore semplice, promotore di un'educazione ai giovani necessaria anche ai nostri giorni» conclude Marcello Cirillo.