La Cisl: la regione taglia, non paga e non presenta il piano antideficit

La questione del deficit sanitario continua a tenere banco. Nel frattempo all’orizzonte si profila una soluzione parziale al problema. Pare infatti che i dati contenuti nell’ultimo censimento non siano del tutto esatti. Ad annunciarlo è il presidente della Regione Piero Marrazzo, a margine della presentazione dell’annuario statistico regionale: «Gli abitanti del Lazio sono circa 150mila in più rispetto al numero indicato dall’ultimo censimento. Un aggiornamento dei dati rappresenterebbe una svolta importante». Se le cose stanno così, infatti, la quota proveniente dal fondo sanitario nazionale aumenterebbe di circa 350 milioni di euro l’anno. «La situazione è stata portata all’attenzione del sindaco Veltroni e dell’assessore capitolino al Bilancio Causi, che adesso stanno lavorando per far combaciare i dati dell’anagrafe con quelli dell’ultimo censimento».
La notizia non pare fare né caldo né freddo al consigliere regionale dell’Udc Massimiliano Maselli: «La giunta regionale predica bene ma razzola male. Se da una parte pensa a diminuire il numero dei posti letto, dall’altro sembra che voglia adottare un provvedimento che va nella direzione opposta e mira ad accreditare duecento nuovi posti letto presso l’istituto Santa Maria Immacolata di Guidonia. Una decisione di questo genere stona in maniera chiara e netta con il piano di rientro del disavanzo economico sanitario».
«Senza considerare - prosegue Maselli - che è in fase di stesura il piano sanitario regionale sul fabbisogno delle prestazioni e dei servizi sanitari, volto a riportare il servizio a un rapporto più corretto tra costi e benefici. Le priorità della sanità sono ben altre. Bisogna al più presto razionalizzare la rete ospedaliera, ridurre la spesa ed eliminare gli sprechi. Mi auguro a questo punto che nei prossimi giorni si apra in consiglio regionale un dibattito incentrato sulla riorganizzazione della sanità».
Anche Claudio Federici, segretario regionale della Cisl funzione pubblica e responsabile del settore, non sembra riporre molta fiducia nella giunta Marrazzo: «I ritardi che riguardano il piano per il rilancio e l’organizzazione della sanità sono estremamente gravi, sopratutto perché hanno messo i padroni delle strutture private in condizione di usare i lavoratori come arma contro l’amministrazione regionale, minacciando di non pagare le retribuzioni di giugno se non dovessero arrivare le rimesse economiche regionali. È scandaloso. La Cisl, insieme a Cgil e Uil, è pronta a chiedere lo stato di crisi delle strutture che non pagheranno gli stipendi».
Inoltre, Federici afferma che «pure i dipendenti delle strutture sanitarie pubbliche versano in una situazione estremamente critica. Ancora non sanno se a luglio prenderanno gli arretrati del contratto collettivo di lavoro. È la prima volta che una giunta regionale parla di tagli, non paga i dipendenti e nel frattempo nemmeno presenta un programma di rilancio».