Cisl, sui contratti di lavoro pronto l’ultimatum alla Cgil

Oggi si apre l’assise sindacale: Pezzotta proporrà una nuova forma di concertazione semplificata e formalizzata attraverso un patto di legislatura

da Roma

La vecchia concertazione forse non va bene, ma ne serve comunque una nuova, magari in forma «semplificata» e formalizzata in un «patto di legislatura» che vincoli governo e parti sociali. Poi c’è la partita dei contratti di lavoro. La Cisl non intende abbandonare la strada della riforma e chiede alla Cgil un impegno preciso per riprendere il confronto. Saranno questi i punti salienti della relazione di apertura di Savino Pezzotta al congresso della Cisl che inizia oggi a Roma. Il sindacalista si avvia a una scontata riconferma alla guida della confederazione cattolica, anche se resta aperta la questione del suo successore. «L’unica cosa certa - ha detto Pezzotta - è che mi candido a fare il segretario della Cisl». Nessun «delfino», quindi, anche se continuano a circolare alcuni nomi (a partire dai segretari confederali Baretta e Bonanni, ma non sono esclusi altri membri di segreteria più giovani come Santini e Furlan), mentre la segreteria confederale sarà interamente confermata.
Per quanto riguarda la linea, Pezzotta punterà tutto su un rilancio della concertazione che si concili con una forte autonomia dal potere politico. «Serve una nuova stagione concertativa. L’averla negata fino a oggi ha contribuito, soprattutto ora che il bipolarismo è un dato di fatto, ad aggravare la situazione dell’economia». Quella futura, secondo Pezzotta, deve essere una «concertazione semplificata», adattata cioè alle esigenze di un sistema politico bipolare. «Siccome i governi dovrebbero durare 4 anni, trovo inutile e faticoso procedere a colpi di singole Finanziarie e magari scioperi», ha spiegato. Meglio calibrarsi sui tempi lunghi. Dandosi obiettivi condivisi all’inizio, anche più ambiziosi di quelli realizzabili in 12 mesi. Insomma, un «patto di legislatura con chi sarà chiamato a governare per la ricostruzione del paese».
Oltre al braccio di ferro con il governo, ci sono i rapporti con le altre confederazioni. E i tavoli abbandonati, come quello con Confindustria sulla riforma della contrattazione, interrotto l’anno scorso per l’opposizione della Cgil. La Cisl punta da anni a rafforzare la contrattazione di secondo livello (quindi territoriale e aziendale). E al congresso - ha annunciato - «porremo condizioni precise per andare avanti e uscire da questa situazione. Noi abbiamo avuto pazienza, ma la pazienza ha dei tempi». È ora di trovare una sintesi: «Rilanciamo la nostra proposta, non in termini conflittuali e di sfida ma con volontà convergente». Sarà una sollecitazione decisa, questo sì: «Anche io sono preoccupato perché immagino che sull’argomento ci sarà una proposta di governo e di Confindustria: vorrei evitare che a quel tavolo il sindacato ci arrivasse con tre proposte».
Ieri gli industriali hanno fatto capire che non intendono comunque rinunciare a più flessibilità. Magari concedendo qualcosa sulle regole del ’93, cioè su quella politica dei redditi che ai sindacati non basta più. Il punto lo ha fatto ieri il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. «C’è un tema di relazioni industriali che non possono fermarsi ad un rapporto di forze antistorico solo sul lavoro. Le regole del ’93 - ha detto il leader degli industriali - o sono valide oppure se ne debbono fare di nuove. Negli Usa - ha spiegato - ogni cinque anni si lavora un anno in più che in Europa e le nostre imprese non possono permettersi il braccio di ferro su temi economici». La soluzione si potrà trovare con il dialogo, ha aggiunto Montezemolo, ma solo con un sindacato «moderno e responsabile». Il presidente di viale dell’Astronomia (che ieri ha anche sottolineato i rischi di una crisi tutta italiana), è inoltre entrato nel merito della riforma del governo che rafforza la previdenza complementare spostando le quote del Trattamento di fine rapporto dei lavoratori dalle aziende ai fondi pensione. La riforma, ha avvertito, «non dovrà comportare alcuna penalizzazione sotto il profilo di oneri aggiuntivi per le aziende, piccole o grandi che siano».
Il riferimento di Montezemolo alla contrattazione è condizionato anche dallo stato della trattativa dei metalmeccanici, arenata già da qualche tempo. Ieri si è conclusa con un nulla di fatto la segreteria unitaria delle federazioni Fiom-Cisl, Fim Cisl e Uilm Uil che doveva servire a riavvicinare le posizioni dei tre sindacati di categoria, che si rivedranno il 13, in vista dell’incontro con Federmeccanica che si dovrebbe tenere il 18.