La citazione Fini evoca Prezzolini: «Meglio essere fessi che furbi»

«Nella divisione tra furbi e fessi il Pdl starà dalla parte di quelli che, ingiustamente, vengono considerati fessi, i cittadini modello, gli eroi anonimi». Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha evocato la dicotomia tutta italiana che già fu di Giuseppe Prezzolini (nella foto) nel suo «Codice della vita italiana». Scriveva il direttore e fondatore della «Voce»: «I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi. Non c’è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia, non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente nella magistratura, nella pubblica istruzione; non è massone o gesuita; dichiara all’agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, eccetera questi è un fesso».