Citigroup «pesa» Cariparma

da Milano

L’ormai prossimo passaggio di Cariparma nelle mani del Crédit Agricole trova consensi in Piazza Affari dove ieri Banca Intesa ha guadagnato l’1,29% a 5,18 euro (più 0,44% a 16,75 euro il Sanpaolo). Oltre al peso della speculazione sul rapporto di concambio fissato con Torino per dare vita alla nuova San-Intesa, a favorire il balzo è stato uno studio di Citigroup. Secondo la banca d’affari (che assiste Torino nella fusione) cedendo Cariparma (2,5 miliardi di euro il controvalore stimato), Intesa dovrebbe infatti registrare una plusvalenza pretasse da 1,5 miliardi di euro. Al termine del summit di mercoledì con Parigi la Fondazione Cariparma ha detto di aver raggiunto un’intesa di massima sull’alleanza. A breve Pricewaterhouse dovrebbe ricevere l’incarico ufficiale di stendere il piano industriale della nuova Cariparma. Quest’ultima dovrebbe essere rafforzata da Friuladria (altro marchio che uscirebbe dall’orbita Intesa) o da almeno della metà dei 600 sportelli che il nuovo gruppo dovrà cedere per rispettare i limiti Antitrust. L’obiettivo è chiudere entro una settimana così da consentire all’amministratore delegato Corrado Passera di presentare a Bankitalia la fusione San-Intesa entro metà ottobre ed evitare il probabile onere di aggiornare i prospetti ai risultati di fine settembre delle due banche. Da risolvere rimane però il nodo della difficile convivenza Caam-Eurizon e dell’eventuale contropartita da offrire ai francesi. Oltre al malumore dei grandi soci del Sanpaolo (Fondazioni e Santander in testa) per spuntare un concambio più favorevole.