Citroën cerca spazio tra le ammiraglie con la C5

da Parigi

Citroën parte alla riconquista delle posizioni perse nel segmento delle berline e delle wagon di prestigio. La nuova C5 si presenta contemporaneamente in due carrozzerie, berlina a tre volumi (con il classico cofano separato dal lunotto al posto del portellone presente sul modello attuale) e giardinetta familiare.
Rispetto al vecchio modello, entrambe guadagnano 6,5 cm di passo, per arrivare a 2,82 metri che si traducono in una grande abitabilità anche ai posti posteriori. Più contenuta (in 4 cm) la crescita in lunghezza della berlina, che arriva a 4,78 metri, mentre la wagon perde un cm attestandosi a 4,83. Significativa, infine, la riduzione di 3 cm dell’altezza (1,45 metri in tutto) che segnala la ricerca di una connotazione più dinamica. Una sensazione di prestanza e solidità viene trasmessa, invece, dalla generosità dei volumi e dalle linee tese (le nervature lungo cofano motore e portiere, il taglio netto dei fari a sviluppo orizzontale) di frontale e fiancate. Nella coda spiccano sulla berlina il lunotto concavo e sulla wagon i fari a boomerang che intagliano il portellone e l’ampio spoiler all’estremità del tetto. Non così audace, ma altrettanto gradevole, è il design degli interni, che si qualificano per le plastiche di rivestimento morbide al tatto e l’accuratezza delle finiture. La principale novità meccanica è costituita dalla possibilità di optare per sospensioni con un più tradizionale e meno costoso sistema di ammortizzazione (allestimento base) al posto delle sofisticate idrattive, non apprezzate da tutti in quanto più confortevoli ma meno sportive. Ben sette sin dal lancio, nel maggio prossimo, i motori, di cui tre a benzina (1.8, 2.0 e 3.0 V6) con potenze varianti da 127 a 215 cv e quattro turbodiesel HDi (1.6, 2.0, 2.2 biturbo e 2.7 V6 biturbo) con filtro antiparticolato di serie, in grado di erogare a seconda delle versioni da un minimo di 110 al massimo di 208 cv.