Citroën riparte dalla «Déesse» Rivoluzione totale

ParigiLa crisi non ferma Citroën, che il 5 febbraio, 121° anniversario della nascita del padre fondatore André Citroën, ha dato ufficialmente il via al più impegnativo programma di rinnovamento della sua storia, un’opera di radicale trasformazione che coinvolgerà marchio, immagine, modelli e strategie. Emblema del cambiamento è il ritorno di una sigla storica: Ds, come la «Déesse» icona del lusso francese negli anni ’60, l’auto rivoluzionaria che Rolande Barthes definì il «nuovo Nautilus», un «marchio nel marchio» che andrà a distinguere, a partire dal 2010, una nuova gamma di modelli, di taglio crossover, progettati per interpretare l’innovativo concetto di «lusso accessibile» rivolto a un pubblico sì esigente, ma non più disposto a pagare gli onerosi sovrapprezzi dei costruttori specialisti.
Prima sarà la Ds 3, una tre porte realizzata sul pianale C3 della quale è già possibile intuire le forme nella DSinside, concept che verrà svelato in marzo a Ginevra, chiaramente ispirato alla intrigante showcar Cactus presentata nel 2007. Nel mirino della prima Ds dell’ambizioso programma, che si completerà entro il 2013 con Ds4 e Ds5, ci sono i clienti di Fiat 500 e Mini: come queste, anche la francese punterà moltissimo sulla possibilità di personalizzazione, area nella quale la creatività e l’innovazione tecnologica, peculiarità indiscusse di Citroën, giocheranno un ruolo decisivo.
Il profondo rinnovamento passa anche per il logo, lo storico «double chevron» voluto dal fondatore per identificare le sue vetture che, con forme più tridimensionali, comincerà ad apparire sui modelli di prossima introduzione per poi debuttare ufficialmente sulla Ds3. Impossibile, per ora, conoscere gli obiettivi che Citroën ha fissato per la nuova famiglia, più facile ipotizzare i prezzi che dovrebbero collocarsi a metà strada tra quelli delle versioni «C» corrispondenti e quelli del modello premium di riferimento sul mercato. Formidabile è l’impegno chiesto ai concessionari per reggere l’impatto della rivoluzione Ds (secondo un sondaggio soltanto 20 francesi su 100 collegano Ds a Citroën) e adeguare uomini e show-room alla nuova immagine di marca. Nonostante la congiuntura negativa, i 180 dealer della rete italiana hanno accolto positivamente il programma di profondo restyling al quale verranno sottoposte tutte le loro sedi, con un costo medio per unità calcolato in circa 150mila euro, finanziati da Banque Psa Finance, un rapporto quindi «interno» che bypassa le difficoltà che molti imprenditori del settore automobilistico stanno in questo momento affrontando nell’ottenere linee di credito. Entro il 2011, assicurano in Citroën Italia, la rete sarà completamente rinnovata, con due anni di anticipo sul termine fissato da Parigi.