Per la città arredamento su misura: in un catalogo tutte le nuove regole

L’assessore Maurizio Cadeo si è messo a dare numeri, dimensioni e colori. Abaco alla mano, macchina fotografica nell’altra e via testa china sulla scrivania. Il progetto innovativo dell’assessorato all’arredo urbano di palazzo Marino è ambizioso: catalogare e mettere in ordine tutti gli elementi di arredo, che tante polemiche hanno scatenato in città. È finita l’era di nove diversi pali dell’illuminazione al parco delle Basiliche, dei quattro differenti tipi di paletti dissuasori del traffico nella stessa via, cestini della spazzature diversi ogni metro. È ora di cambiare musica, anzi forma e colore. Per la prima volta nella storia della pubblica amministrazione meneghina, dunque, arriva l’Abaco, il catalogo dell’arredo urbano che detterà legge per strade, piazze e parchi.
«L’Abaco rientra nel piano della qualità urbana che stiamo elaborando insieme al collega per lo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli - spiega l’assessore all’arredo urbano Maurizio Cadeo -. Il nostro obiettivo è quello di fare un po’ di pulizia architettonica in tutta la città, per mettere ordine e dare una logica anche agli elementi dell’arredo».
La prima fase del progetto Abaco prevede la catalogazione dell’arredo urbano esistente, poi si passerà alla fase due, cioè alla suddivisione della città in aree, infine alla scelta della tipologia di elemento da adottare per ogni area. Sì perché d’ora in poi l’arredo verrà stabilito in base alle zone: cerchia dei Navigli, Bicocca, nuovi quartieri in costruzione come CityLife, Santa Giulia, Garibaldi Repubblica. «Ordine, coerenza, qualità diffusa» le parole d’ordine dell’assessorato. Nel centro storico, per esempio, verrà utilizzata solo ed esclusivamente la cosiddetta «parigina» come dissuasore del traffico, mentre per l’illuminazione si sta provvedendo a recuperare dai depositi del Comune e restaurare vecchi lampioni. Stesso discorso per le panchine: il modello Milano, quello classico verde scuro in legno, sarà signore incontrastato dei parchi, così come avverrà per i cestini della spazzatura che saranno solo quelli verdi. Diversa sorte, invece, per la panchina che ha vinto il concorso di progettazione indetto da palazzo Marino due anni fa che è stata adottata dalla fondazione Catella per i suoi giardini. La seduta in marmo che si trova in piazza San Lorenzo sarà, invece, riproposta nelle aree pedonali di grande transito.
Lungo la Martesana e nelle aree di interesse ambientale verrà usato un parapetto diverso da quello presente alle fermate dei tram, per intendersi, che verrà rimosso dalle aree del centro storico, perché non coerente con il contesto. Le panchine, i lampioni, le rastrelliere dei nuovi quartieri come Santa Giulia o CityLife verranno progettati dagli stessi architetti che hanno disegnato il quartiere, affinché tutta l’area risulti uniforme e gradevole da vedere. L’Abaco, infatti, si presenterà sotto forma di catalogo da sfogliare, obbligatoriamente, per chiunque costruisca e risistemi una piazza o un parco: lì troverà l’elemento giusto da mettere.
Risponde alla stessa filosofia l’operazione di design di Atm per le pensiline del tram firmate da Sir Norman Foster. Ne sono state sostituite mille e ne mancano altre 800 con tanto di paline nuove rosso fuoco. È chiaro, la qualità diffusa necessita della collaborazione di tutti gli assessorati, del coordinamento tra pubblico e privato, e il coinvolgimento dei cittadini: sul sito del Comune sarà istituito un forum tematico per permettere ai milanesi di dare consigli, fare osservazioni e critiche.