La città? È bella con le auto

Lo dico in tutta sincerità: sono per la città con le automobili. E sfido il più fondamentalista tra gli ambientalisti o pseudotali a non aver mai messo il sedere sul sedile di una macchina per una ragione o per l’altra. Basta con le demagogie e le accuse a senso unico. Tutto fa smog pur di prelevare dalle tasche dei cittadini quegli euro che dovrebbero servire, una volta giunti in cassaforte, a migliorare la mobilità e a creare parcheggi a prezzi accettabili.
L’auto, mai come in questi ultimi anni, è rappresentata alla pari di belzebù. È la fonte di tutti i mali, e il capro espiatorio di tutte le inadempienze urbanistiche. Quindi, dev’essere punita. Qualcuno, alla fine, deve pur pagare il conto. E che importa se la macchina a zero emissioni è pronta da anni, se la tecnologia offre motorizzazioni a benzina e diesel sempre più ecologiche, se il settore automobilistico ha deciso di puntare praticamente all’unisono sull’alimentazione elettrica o ibrida. Che importa se l’auto elettrica non inquina: la città, come è accaduto a Treviso, va chiusa anche a questi veicoli. È proprio una presa in giro. Ieri, guardando i telegionali, c’era chi inneggiava allo stop al traffico e alla possibilità di fare due passi anche in mezzo alla strada. Per la verità, con la temperatura polare e la minaccia di neve, buona parte dei milanesi (e non solo) ha preferito restare a casa al calduccio. Già, al calduccio, magari davanti alla tv. E così, dovendo per forza rinunciare alla scampagnata domenicale fuori porta, e visto il freddo che poco invitava a mettere il naso fuori dall’uscio, c’è da scommettere che in tanti un colpetto al termostato lo hanno dato. E chi va a controllare se il sottoscritto o il vicino di casa gira in mezze maniche e bermuda per casa? Se proprio si deve chiudere al traffico una città, per il quieto vivere politico, lo si faccia almeno in primavera, quando il tepore del sole invita la gente a uscire di casa e a passeggiare nel parco senza il rischio di congelare. Se il trasporto stradale contribuisce per il 29% alle emissioni di Pm10, la responsabilità delle auto è di appena l’8%. Il resto va suddiviso tra camion, furgoni, rotolamento degli pneumatici, ciclomotori e motocicli. Del rimanente 71% se ne parla poco. Stupisce che, ancora una volta, il mondo dell’auto abbia accettato passivamente questi attacchi. Approfitti invece di queste giornate per spiegare nelle piazze, alle autorità e alla popolazione, perché che non è belzebù. Insomma, si faccia sentire.
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