Una città che cerca sicurezza

Di fronte alle decine di grandi costruzioni che caratterizzeranno tutta la città, viene spontanea la domanda di come e chi comprerà le centinaia di nuovi appartamenti. In una Milano che vede il suo aumento demografico nelle mani degli immigrati e che perde abitanti a favore dell'hinterland, chi abiterà quei luoghi? Oggi, lo dice il mercato, gli appartamenti si affittano a studenti, giovani coppie, immigrati e funzionari di aziende temporaneamente in città; si vendono invece, quasi sempre attraverso un mutuo o supermutuo, soprattutto a persone che abbandonano la loro sede in cerca di maggiori spazi abitativi o dove è migliore la qualità della vita: citiamo ad esempio le zone di viale Monza, di viale Jenner e di China Town, dalle quali molte famiglie si allontanano in cerca di quartieri più tranquilli, sicuri, meno disturbati. Esistono così, all'interno della città, delle vere e proprie migrazioni legate al mutare dei tempi, che non hanno come movente la ricerca di maggiori spazi ma di diversa ubicazione. I nuovi centri in costruzione hanno tra i loro requisiti anche quelli di offrire sicurezza, tranquillità, ordine, e lontananza da ogni forma di degrado, ma, tornando alla domanda iniziale, chi vi farà acquisti? Gli specialisti del mercato parlano di investitori istituzionali e di fondi pensione. In ogni modo la destinazione futura di questi insediamenti, ben calcolata dai costruttori che certamente non investono nel nulla, sarà di personaggi che hanno a disposizione parecchi quattrini. E questo sta a dimostrare che Milano, molto ma molto di più di quanto si pensi, è popolata da una miriade di persone che non hanno certo problemi economici.