La città che non ha mai tempo per liberare le case okkupate

Genova è veramente senza legge. O meglio, la legge in questa città vige solo per le persone oneste, che pagano le tasse, si spezzano la schiena tutti i giorni sul lavoro, rispettano le regole.
Venerdì 28 ottobre alcuni estremisti hanno sfondato porte e finestre di un palazzo sfitto di proprietà del demanio in via dei Giustiniani, rive gauche del centro storico, piena zona movida, alle spalle di piazza delle Erbe. Sono penetrati all'interno e hanno appeso all'altezza del primo piano un delirante striscione che annuncia la presa di possesso proletaria dell'intero edificio. La casa da quel momento risulta essere occupata dai soprascritti sedicenti rivoluzionari e non più in libera dotazione del demanio.
A seguire, gli anarco-comunisti hanno divelto tombini e allacciato fili per usufruire a «sbafo» dei servizi di pubblica erogazione, di fronte agli sguardi attoniti degli abitanti e dei passanti, i soliti fessi che l'affitto, la luce e il gas li pagano mensilmente. Non contenti, i novelli invasori hanno piazzato in pianta stabile sedie e tavoli di fronte all'ingresso del palazzo, sconcertando i gestori dei locali circostanti, poveri idioti che non allestiscono i dehors per evitare la frustrante burocrazia e gli alti costi dì occupazione suolo.
Al pomeriggio (e, ahinoi, anche le sere seguenti) sono apparse sui tavoli botticelle di vino rosso e bicchieri di carta che preludevano all'arrivo serale di un centinaio di estremisti, festeggianti la nuova preda conquistata.
Facciamo presente che via dei Giustiniani è l'unica arteria della zona attraverso la quale è consentito il passaggio di auto e moto, pertanto la circolazione è stata ripetutamente impedita e guai a coloro che osavano suonare il clacson per aprirsi un varco nella folla di ubriachi e strafatti, la risposta più cortese era: «Non rompere i c..., ora questa è zona nostra» (è capitato al sottoscritto e ad un esterrefatto tassista che mi seguiva). Il giorno seguente la zona era cosparsa si rifiuti e un penetrante olezzo di piscio misto a vino ammorbava la strada.
La polizia (il commissariato Centro sorge a circa 50 metri dal luogo del misfatto) fa spallucce e sostiene di «avere le mani legate». Numerosi cittadini ci hanno scritto per protestare vibratamente contro l'illegale e perniciosa irruzione e noi ci facciamo alfieri della loro sollevazione. Siamo tutti stanchi di assistere a questi fenomeni d'imbarbarimento e al favoreggiamento di alcuni prepotenti che restano sempre impuniti. Gli stessi che poi, dalle loro belle case occupate gratuitamente, vanno a sfasciare vetrine e picchiare agenti in nome di un'ideologia violenta e totalitaria.
Che intervenga il prefetto, che dica la sua il sindaco, altrimenti faremo picchetti e prenderemo iniziative legali noi cittadini.
*Presidente associazione Merito