LA CITTÀ CHE REAGISCE

Serata di festa alla grande proprio dove giorni prima c’era stato un fatto di sangue

Paolo Zanardi

Guardando piazza Martinez gremita come un uovo, la notte di sabato 16 luglio, i più anziani abitanti del quartiere avranno di certo avvertito un tuffo al cuore. Per la commozione, ovviamente. Roba da lucciconi. E sì, perché così tante persone, nella piazza simbolo del quartiere di San Fruttuoso, non si erano mai viste. Oltre 4mila (sì, avete capito bene: quattromila!), ritrovatesi per assistere al concerto dei Buio Pesto, la band «zeneise» per eccellenza, complesso che sta conoscendo una popolarità sempre maggiore in ogni angolo della Liguria.
Lo show, quattordicesima tappa del Rumenta Tour 2005, è stato un regalo offerto alla popolazione del quartiere dalla Nuova San Fruttuoso calcio: un modo per chiudere in maniera festosa una stagione sportiva ricca di soddisfazioni e per aprirne un’altra, un’annata 2005/2006 che si annuncia fin da ora piena zeppa di novità, in casa biancorossa.
Un’iniziativa che presentava non pochi rischi, quella allestita dalla San Fruttuoso: faceva paura soprattutto la concomitanza del concerto con il vernissage del Genoa allo stadio Luigi Ferraris, che correva il rischio di sottrarre pubblico ai Buio Pesto. Invece piazza Martinez è andata riempiendosi gradualmente, e anzi, una volta terminata la kermesse allo stadio, decine di genoani si sono riversati in San Fruttuoso, trasformando così la in un vero e proprio evento record. Quattromila spettatori, dicevamo: i giardini della piazza letteralmente strapieni, gente addirittura seduta sulla scalinata della chiesa.
Insomma, quella festa ha rappresentato, per il quartiere di San Fruttuoso, la più «roboante» delle rivincite su quanto era accaduto poche notti prima proprio lì, in piazza Martinez. Un brutto episodio, un accoltellamento, fatto di cronaca nera che aveva indotto molti a pensare all’area in questione come a un luogo di ritrovo di malavitosi. Ma l’evento di sabato ha fatto giustizia: la piazza è stata, come si dice in questi casi, restituita al quartiere, è ritornata ciò che deve sempre essere, il centro di aggregazione per tutti gli abitanti della zona. Lo hanno riconosciuto, alla fine, anche i rappresentanti delle forze dell’ordine presenti, che hanno fatto i complimenti ai dirigenti della San Fruttuoso. Non dovrebbe trattarsi della classica «rondine che non fa primavera»: perché questo è stato un segnale forte, perché la popolazione ha dimostrato che, se adeguatamente sollecitata, è in grado di rendere vivo il quartiere, di animarlo con fermenti postivi, tenendo lontane le brutture.
In un’atmosfera così coinvolgente e suggestiva, i Buio Pesto hanno ovviamene dato il meglio, proponendo tutti i loro più grandi successi ma anche divertenti cover di successi italiani e… libere traduzioni in zeneise di tradizionali canti dialettali di altre regioni. E il pubblico si è lasciato trascinare senza…. opporre resistenza, cantando, ballando, tenendo il ritmo con le mani.
Poi, la serata ha avuto una ragione in più per poter essere definita riuscita: l’ottimo successo della raccolta fondi organizzata durante il concerto dall’associazione Volontariato Internazionale per lo Sviluppo a sostegno del centro Don Bosco operante in Ciad.
Insomma, la Nuova San Fruttuoso calcio ha fatto centro, mostrando una grandissima vitalità, vitalità che prelude a una nuova fase della storia del sodalizio di via Repetto: il profondo rinnovamento dei quadri tecnici e dirigenziali avvenuto poche settimane fa con l’arrivo di diversi esponenti dell’Avosso porterà innanzitutto ad alzare il tiro degli obiettivi: mettere da parte i tremori e le sofferenze del recente passato, cercando di raggiungere nel più breve tempo possibile il traguardo dell’Eccellenza. E la festa di sabato ha dimostrato che nella corsa verso il successo la società potrà contare sull’appoggio di un intero quartiere. Il «suo» quartiere.