LA CITTÀ CHE SI MUOVE

2PUBBLICITÀ
Lo slogan che rafforza la mia fede
Dio non esiste e quindi possiamo goderci la vita. No, Dio esiste e ci dà la vita perché possiamo gustarla in tutte le sue espressioni secondo quanto ci indica la nostra coscienza. Ed è proprio la coscienza individuale a dare il senso profondo dell'esistenza di Dio. Non sarà quindi uno slogan a mettere in dubbio tale esistenza, che viene invece clamorosamente confermata proprio da chi sente il bisogno di dimostrare il contrario.

2BATTAGLIE
Bus atei e Di Pietro, sono con voi
«Dio probabilmente non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita». Da oggi, giorno di Epifania, quando tutta la Spagna, quella della regina Isabella di Castiglia detta la Cattolica, apre i regali di Natale, queste due frasi appariranno sulle fiancate di due autobus dei trasporti pubblici di Barcellona, tra altre pubblicità di assorbenti e telefonini.
Ecco la notizia, un po’ «shock» e un po’ «sciocca», che si legge sui quotidiani oggi. La cosa più «peculiar» è che questi atei sono convinti che il credente non può godersi la vita. Pensiamo soltanto cosa sarebbe il «peccato» se qualcuno non ci avesse detto che lo è, «peccato»... Sarebbe «na cosa e niente». E continuo a non capire quale utilità possano avere a far pubblicità a questa loro convinzione. E non ultimo... quel «probabilmente»!
Le invio cordialissimi saluti e mi associo ai commenti che giudicano l'attività della Redazione Genovese del «Giornale» molto positiva, che ne sono certo, sono innumerevoli.
Luigi Fassone
2IL «FORESTO»
Genova non ha neanche una storia
Egregio Direttore, formulo la presente per esprimere la mia indignazione nei confronti delle scritte che appariranno sugli autobus di Genova, banali e irriverenti ad un tempo e nei confronti di chi le ha pubblicizzate. Frutto del putridume e della schifoseria di una cultura laicista e della conseguente filosofia approdata al nichilismo, ecco spuntare una identità in negativo (perché di positivo questa filosofia non ha nulla - sono perché Dio non c’è).
Mi chiedo poi: ma Genova che città è? Mi rifiuterei di salire su quegli autobus.
Di Genova conservo solo il ricordo di esser stato depredato di tutti i bagagli nel 1980 durante una permanenza presso un Motel del litorale nord della città (valore 1 m.)... senza parlare del G8 del 2001... centri sociali.. capitalismo selvaggio... calcio scontato e banale.
Ha una storia Genova? A me sicuramente non interessa. È utile però fare una premessa di giustizia culturale: se si calunnia il nome di Dio trascinandolo nell’irriverenza aperta e plateale non rimane nulla che non possa essere calunniato (e vi accorgerete).
Le conseguenze di tale intolleranza sono sicuramente ascrivibili a quei signori che mettono in atto quelle diciture.
Distinti saluti.
Ts.F. Gory
2DATI INCONFUTABILI
La bufala degli atei

e il gay pride
Caro Lussana, è probabilmente fisiologico che la vecchiaia abbassi il mordente su ogni diatriba di natura sia politica, che civile, che religiosa. Ma malgrado gli anni, lo spirito del polemista riemerge di tanto in tanto. Nonostante un fastidiosissimo disturbo alla vista, con molta pazienza e una buona lente d’ingrandimento, mi sono sorbito tutta la pagina della parola ai lettori sperando di trovarvi qualche argomento sul quale valesse la pena d’impostare un dibattito. È stata una delusione.
L’unico spunto per il quale mi è parso valesse la pena d’intervenire, è stato quanto riferito nell’articolo di Federico Casabella, secondo il quale il presidente dell’Azione Cattolica diocesana si è stupito non del messaggio di propaganda atea, ma del fatto che secondo il messaggio medesimo «oltre il 90% della popolazione mondiale sarebbe nell’errore e avrebbe preso un gigantesco abbaglio».
Allora cominciamo con un rapido e approssimativo calcolo. Secondo i demografi la popolazione mondiale si aggira oggi intorno ai sette miliardi di individui. Quindi, il circa dieci per cento di atei riconosciuti rappresentano un pattuglione di circa settecento milioni di persone: molti di più degli abitanti dell’intera Europa. Non trascurabile come dato statistico.
«Un gigantesco abbaglio». Altro che abbaglio! Immodestamente la definirei una bufala. In queste valutazioni nessuno tiene mai conto che la gente (vogliamo ipotizzare una maggioranza del 90%) segue per tutta la vita gli insegnamenti ricevuti da mammina e non si dà minimamente la pena di porsi qualche problema, che invece il rimanente 10% almeno ogni tanto si pone. È del tutto inutile aggiungere altro, se non che da un punto di vista civile-amministrativo può anche risultare inopportuno autorizzare la propaganda atea sui mezzi di trasporto pubblico (pagati da tutti), ma non più di quanto sia assurdo autorizzare una rivoltante pagliacciata come il Gay Pride, non solo nel giorno di una festività religiosa. Ma anche in qualsiasi altro.
Franco Ferrara
2POSIZIONE DEL SINDACO
Cara Vincenzi, salga lei sul prossimo bus
Spero vivamente che l’Amt che è un servizio pubblico abbia un ripensamento, e con una buona dose di «buonsenso» ritiri immediatamente quello sconcio che si appresta a infliggere ai genovesi.
Mi appello anche alla Chiesa Cattolica, ignoro del tutto la comunista Vincenzi e le sue «belinate» (scusate il termine) sul bus successivo ci salga lei!
Quanto al Gay Pride non ho parole... Per fortuna esistono il dott. Plinio e il dott. Rosso! Noi genovesi siamo veramente messi molto ma molto male!Armanda Costantini
2DICHIARAZIONI
Al prossimo giro si attacchi al tram
Caro dott. Lussana, ma perché tanto stupore per le dichiarazioni della Sindaco comunista (non «nostra» né tantomeno mia...)? Mi sembra che la sua esternazione sia del tutto conseguente alla sua cultura ed al suo concetto ideologico della democrazia, ovviamente a senso unico. È ovvio che a chi non garba salire su quei bus che recassero la pubblicità, per noi cattolici blasfema, possono sempre salire sul prossimo. Mi auguro soltanto che, in occasione delle prossime elezioni amministrative, la Sindaco salga pure lei sul prossimo, di bus; anzi, magari sarebbe ancora meglio che vi ci si attaccasse!!! Dipende anche dal ricordo di questa triste vicenda che avranno, a quel tempo, i tanti elettori cattolici di sinistra che l'hanno votata. E poi, perché non ribattere allo squallido messaggio ateista con un altro del seguente tenore: «C'è una bella notizia: è che Dio esiste. Quella brutta è che tu ne hai tanto bisogno!».
Gian Giacobbi
2PANDEMONIO
La buccia di banana della mediocrità
«Dio c’è e ci sono pure io». La provocazione degli autobus con scritte atee ha ottenuto lo scopo, parlarne! Due frasi banali, per nulla originali hanno scatenato il pandemonio. Povera Liguria patria di filosofi, poeti, scienziati insigni, scivolata sulla buccia di banana della stupida mediocrità! Non era meglio lasciar perdere la religione, così tragicamente al centro della cronaca mondiale, e se non un bel epitaffio o versi scelti magari con un concorso mettere un particolare di una bella donna in primo piano?
Mario Sciacca - Poeta di Liguria