«La città del cinema lancerà la Rai milanese»

Il ministro Maroni: «Un grande passo per cambiare una visione romanocentrica»

Chiara Campo

Dal grande al piccolo schermo. «Spero che la rinascita milanese della cinematografia dia la spinta ad un ruolo più importante nella programmazione di rete della Rai». L’avvio del cantiere che trasformerà l’ex Manifattura Tabacchi di viale Fulvio Testi nella Cittadella lombarda del cinema, ieri ha offerto al sindaco Gabriele Albertini l’occasione per rilanciare la valorizzazione dell’azienda televisiva di Stato nel capoluogo. «Milano - sostiene Albertini - è determinante nel futuro della Rai, per le idee e le novità che sa esprimere. Occorre mettere da parte campanilismi e interessi di parte». Opinione ribadita dall’assessore comunale allo Sviluppo del territorio Gianni Verga: «Abbiamo lavorato perchè il cinema tornasse a Milano - sottolinea - stiamo mettendo lo stesso impegno perchè lo faccia anche la Rai. Per la sua nuova sede siamo in attesa di una rapida risposta sull’ipotesi della Cascina Merlata». La Rai, incalza il ministro leghista Roberto Maroni «è fuor di dubbio romanocentrica: la cittadella del cinema milanese è un passo avanti per riportare a Milano e nel nord un polo di produzione».
Alla posa virtuale della prima pietra della Cinecittà in salsa meneghina ha assistito un parterre de roi, dal premier Silvio Berlusconi al leader della Lega Umberto Bossi, i ministri Roberto Castelli, Roberto Maroni e Giulio Tremonti, il sindaco Albertini e il governatore Roberto Formigoni, gli assessori Gianni Verga e Ettore Albertoni. La prima parte del progetto, finanziato interamente dalla Regione con otto milioni di euro, in due anni trasformerà l’edificio 14 dell’ex Tabacchi nel dipartimento lombardo del Centro sperimentale di cinematografia, presieduto da Francesco Alberoni. Una «costola» della storica scuola del cinema nata a Roma nel 1935 e da cui sono usciti talenti come Michelangelo Antonioni, Claudia Cardinale, Alida Valli e Dino De Laurentiis.
«È stato Bossi a volere fortemente una Cinecittà milanese - rivela Berlusconi, tenendo sotto braccio il senatur -. Ho parlato con Fedele Confalonieri e mi ha confermato che Mediaset sarà onorata di essere la prima azienda a produrre film e fiction a Milano». Berlusconi ha poi raccontato che Confalonieri gli telefonava tutti i giorni e gli diceva: «Sul giornale leggo due cose: i necrologi e i film, se non conosco nessuno dei morti vado al cinema e non ai funerali». «Quando siamo partiti con questo progetto - confessa invece Bossi - ero certo che la Cdl mi avrebbe permesso di regalare a Milano la Città del cinema, è un traguardo importante per la nostra storia e porterà nuovi posti di lavoro. Lo vedremo nel tempo, ma credo che il nostro regalo varrà molto».
Il governatore Roberto Formigoni (che sfidando le superstizioni sul mondo dello spettacolo, ha scelto per la cerimonia una cravatta viola) ricorda che il governo lombardo ha voluto porsi «come regista nella creazione di un polo d’eccellenza nell’ambito della fiction televisiva, della pubblicità e della cinematografia industriale, e con il nostro impegno vogliamo confermare la nostra volontà di rilanciare il sistema in Lombardia e in Italia». Grande importanza, sottolinea, avrà «il digitale, visto che nella nostra regione operano attorno a questa realtà 1.818 imprese». Una volta che il polo sarà completato, il Pirellone conta di trasferire lì anche la sede della Film Commission, e conta di «valorizzare maggiormente la presenza a Milano del Mifed», il mercato internazionale del cinema e del multimediale.