La città dell’emergenza perenne Un commissario per ogni problema

da Napoli

L'ultimo nato è il Commissariato straordinario per il superamento dell'emergenza brucellosi e lo dirige Andrea Cozzolino, potente assessore all'Agricoltura e alle attività produttive, bassoliniano di ferro. Cozzolino è il sesto commissario chiamato dal governo a risolvere (si fa per dire, si fa per dire) una delle tante emergenze in Campania. Pochi mesi prima del delfino del governatore della Campania, si era insediata al vertice del Commissariato per l'emergenza nei settori del traffico e della mobilità, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino.
Nella regione dei commissariati straordinari, vi è anche un altro record: c'è un uomo che, nell'arco di una mezza dozzina di anni, è stato commissario in 3 casi su 6. Questo commissario per vocazione è Antonio Bassolino. Il presidente della Regione Campania, infatti, è stato Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti e Commissario per l’emergenza acque e acquedotti, mentre, riveste ancora l'incarico di Commissario per le bonifiche. I due ex commissariati gestiti dal presidente della Regione, sono adesso retti, nel caso dell'emergenza rifiuti, dal prefetto Umberto Cimmino (ma è in arrivo anche un commissario liquidatore, sul cui nome stanno litigando Pd e Udeur), mentre quello sull'emergenza acque e acquedotti è gestito da Puppi Vanoli, fedelissimo di Antonio, ed ex sub commissario, al commissariato straordinario per la emergenza rifiuti.
L’attivismo bassoliniano è stroncato dal parlamentare di Forza Italia, Paolo Russo, ex presidente della Commissione parlamentare sulle ecomafie. «Quando un Commissariato è ad alta spesa e a scarsa problematicità, Bassolino, lo tiene per se. Quando, invece, il limone è stato spremuto fino alla fine, il presidente della Regione, passa la palla ad altri. Come ha fatto per i rifiuti». Sugli sprechi del Commissariato straordinario per la emergenza rifiuti, Russo snocciola 2 cifre. «Sono stati spesi circa 2 miliardi di euro, di cui, circa mezzo milione, solo per pagare gli lsu. Pagati per fare nulla».
Anche la storia del Commissariato per le bonifiche, non è proprio da prendere come esempio di efficienza. L'Arpac ha censito 400 siti in Campania, ai quali va aggiunto il sito nazionale, che comprende il litorale domizio - flegreo, e l'area vesuviano - nolana. «Assoluta inerzia anche qui - dice Russo -, se non per la solita attività di ammortizzatore sociale». Per le bonifiche è stata impegnata una cifra di 100 milioni di euro, mentre ne sono stati spesi 30. «Finora - spiega il forzista - hanno eseguito solo pulizie superficiali di alvei e aree. Le attività di bonifica, sono lontane».
Il Commissariato per la emergenza acque e acquedotti, dovrebbe affrontare l'approvigionamento idrico e la depurazione delle acque. Russo sostiene che «non solo non sono stati fatti passi in avanti ma c'è un ritardo straordinario». L'80 per cento dei liquami della Campania, infatti, finisce in mare senza depurazione, solo il 20 per cento, quindi, passa per impianti di depurazione. Per questo Commissariato, sono stati investiti 48 milioni di euro, un quarto circa, sono stati già spesi.
Con una battuta si potrebbe liquidare il discorso sul Commissariato per la emergenza sul sottosuolo di Napoli, dicendo che gli unici a trarre dei benefici dalle fogne (risalenti all'epoca borbonica) sono i criminali della «banda del buco», specializzati in rapine in banca, che le conoscono meglio delle loro stesse case. «Anche questo commissariato, non ha prodotto alcunchè», sentenzia Russo. Qualcuno però, ne ha tratto qualcosa di buono. Nella relazione della Commissione sulle ecomafie, è riportata, tra l'altro, una cifra: circa 400mila euro. Tanto guadagnò in due anni da sub commissario, nominato da Rosetta Iervolino, il supercampione dell'ambiente, Dino Di Palma, attuale Verde presidente della Provincia di Napoli, fedelissimo di Pecoraro Scanio, graditissimo all'imputato (nello scandalo dei rifiuti), Antonio Bassolino.
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