Città dello sport Alemanno: la finiremo

La giunta Alemanno ha intenzione di portare a termine il progetto della città dello sport a Tor Vergata. Lo ha annunciato ieri lo stesso sindaco a margine della presentazione in Campidoglio del Sei Nazioni di rugby. «Pur essendo un impianto che è partito senza un finanziamento completo - ha detto Alemanno - non possiamo non portarlo a termine, ormai è una realtà ampiamente costruita, di grande rilievo architettonico e dobbiamo assolutamente giungere a compimento. Tra marzo e giugno le risorse saranno completamente esaurite e quindi dobbiamo essere pronti a reperirne altre. Tutto procede secondo i piani, non c’è alcun intoppo». Per completare l’opera mancherebbero per completare l’opera tra i 200 e 250 milioni di euro.
Marco Marsilio, deputato romano del Pdl, ricorda la sua battaglia contro un’opera che dall’inizio era da bloccare. «Tor Vergata è un altro scandalo del quale dovrebbero rispondere Veltroni e la sua giunta. Da capogruppo mi sono inutilmente sgolato in Campidoglio per denunciare lo spreco e l’inutilità di un intervento simile, fatto senza alcuna reale programmazione e con evidenti limiti sul piano della fattibilità, sia temporale che economica, limiti che ora sono tutti drammaticamente al pettine. Alemanno ha ora il difficile e scomodo compito di evitare che l’incompiuta di Tor Vergata resti una cattedrale nel deserto, ma sarebbe ora che qualcuno che ne ha la competenza faccia luce sulle responsabilità per lo spreco, l’inefficienza e l’insipienza con i quali si sono gettati al vento centinaia di milioni di euro, quando con un decimo delle risorse avremmo potuto restaurare e ammodernare l’unica vera città dello sport che Roma possiede al Foro Italico». Possibilista il delegato allo Sport Alessandro Cochi: «Va trovata la formula, istituendo ad esempio una parte commerciale, per ammortizzare gli alti costi di gestione e manutenzione di un impianto così grande».