In città? Ecco dove fare un pranzo da gourmet

Andrea Cuomo

Sorpresa, il ferragosto può essere anche un’esperienza da gourmet. Non tutti i ristoranti di alto livello della capitale infatti sono chiusi oggi. E chi resta a Roma e non vuò spingersi fino a Fiumicino e ai Castelli può contare su alcuni indirizzi sicuri per evitare fregature e mangiare anche come si deve. Ecco una piccola guida per un ferragosto da buongustai.
In albergo. Sono una sorta di sentinelle del palato, anche se spesso a caro prezzo. A chi non ha problemi di portafogli consigliamo caldamente il Baby dell’Aldrovandi Palace (via Ulisse Aldrovandi, 15. Tel. 06-3223993), enclave romana di don Alfonso Iaccarino, il napoletano che è da anni una star acclamata dei fornelli italiani. Cucina di tradizione campana coniugata con una tecnica ineccepibile. Servizio di altissimo livello, carta dei vini da Oscar. Menu degustazione a 90 euro. Altri ristoranti in albergo (da non confondere con i ristoranti d’albergo) aperti e consigliati sono l’ottimo Mirabelle dell’hotel Splendide Royal (via di Porta Pinciana 14, 06-42168838), dove spenderete circa 100 euro; La Ninfa dell’hotel Majestic (via Veneto 50, 06-421441), elegante brasserie nel cuore della Dolce vita (50 euro); Pauline Borghese del Grand Hotel Parco dei Principi (via G. Frescobaldi 5, 06-854421), che oggi propone brunch e cena (quest’ultima a circa 70 euro); e La Veranda dell’hotel Columbus a due passi da San Pietro (borgo Santo Spirito 73, 06-6872973), con un menu di terra e di mare a circa 70 euro.
Contemporanei e wine bar. Per fortuna chi vuole mangiare bene può anche contare su offerte più a buon mercato ma comunque qualificate. Un luogo affidabilissimo e sempre aperto è ’Gusto (piazza Augusto Imperatore 9, 06-3226273), antesignano dei locali di tendenza e soprattutto dei locali multiformi: ristorante tradizionale, pizzeria, wine-bar, osteria (nella vicina via della Frezza): una garanzia a meno di 50 euro. Per chi a un buon pasto vuole affiancare un bicchiere adeguato l’indirizzo giusto è l’Enoteca Ferrara, un classico del buon bere a Trastevere (piazza Trilussa 41, 06-58333920). A 70 euro circa. Wine bar storico è Cul de Sac (piazza Pasquino 73, 06-68801094, 30 euro).
Tradizionali. È la categoria più a rischio sòla turistica. A colpo sicuro si va da Checco er Carrettiere (via Benedetta 10, 06-5817018, 50 euro), tempio della cucina romanesca, al Ciociaro in Prati (via Barletta 21, 06-37352496, 35 euro), per chi non vuole rinunciare nemmeno a Ferragosto a una Fiorentina come si deve, al Chianti (via Ancona 17-19, 06-44250242, 40 euro) e al Girarrosto Fiorentino (via Sicilia 46, 06-42880660, 50 euro). Una sorta di ristorante-salotto è la Corniola, nella inconsueta location di Collina Fleming (via A. Serra 60, 06-3337192, 50 euro).
Pizzerie. Un solo nome per gli amanti della margherita alta alla napoletana: la Gallina bianca (via A. Rosmini 5, 06-4743777, 20 euro).
Etnici. Perché no? Indiano al Guru (via Cimarra 4-6, 06-48904656, 32 euro) e da Shanti (via Fabio Massimo 68-70, 06-3244922, 25 euro) e mediorientale da Sciam (via del Pellegrino 55, 06-68308957, 20 euro).
(ha collaborato Marco Morello)