La città del futuro? Cresce solo in cubatura

Caro Massimiliano, tutti lamentano, da destra ma anche, e questa è incredibile, da sinistra la mancanza di una visione della città nel futuro. Il Piano Urbanistico Comunale, che rinominerei il Piano Urbanistico del Cemento, viene criticato proprio per questo perfino da Legambiente.
In ogni piazzale libero ci si sparano su un po’ di appartamenti, con succulenti oneri di urbanizzazione, mascherando il tutto con le povere imprese edili genovesi che non riescono a dare lavoro. Gallina beccami se poi tra i ponteggi senti parlare italiano, ma questo è un altro discorso.
La Sindaco, in un attimo di distrazione dalle risse di palazzo con i suoi colleghi di partito, ha dichiarato che il Puc rappresenta una Genova che cresce. Certo, in cubatura. Un po’ meno in residenti, che scappano inseguiti dalle betoniere.
Suggerirei agli amici di Sel, per le prossime amministrative, di chiamarsi Sl perché Ecologia, in questa maggioranza che riempie ogni spazio d’aria, stona.
Ed allora, visto che dalla Soprelevata si respira un po’ troppo, cosa meglio che la sesta vasca del superbacino per le riparazioni navali alta 80 metri, lunga 200 al posto del porticciolo turistico tra Porto Antico e Fiera?
’Sti rompiscatole, che magari hanno anche la barca, vogliono la visione? Eccola la città del futuro. Una città in cui non si veda più niente. Nemmeno il mare. Ma con tanti muri a disposizione, avremo molto più spazio per i manifesti delle primarie del Pd.
Pensa, Massimiliano, al manifestone del superbacino. Tutti i volti dei nostri cari alti 70 metri. Una Martona, un Marginone, una Pinottona, una Balzanona. Suggerisco attenzione a bitorzoli e punti neri.
Intanto che il centrodestra attende di sapere quale, tra loro, vincerà le primarie, ci si potrebbe trastullare con un progetto di nuovo porto petroli.
Come dici? Al Lido di Albaro si respira un po’ troppo?
Già, mica male!