In città lavorano 100mila clandestini

Pesanti le possibili ripercussioni sulla realtà milanese della circolare del ministro dell’Interno che suggerisce ai questori di concedere un permesso «premio» di soggiorno di sei mesi a tutti i lavoratori stranieri clandestini che decidono di denunciare i loro sfruttatori, caporali e «aguzzini». Su 860mila immigrati presenti in Lombardia, sono circa 152mila quelli senza permesso di soggiorno (di cui centomila circa gravitano nell’area della città). La maggior parte sono impiegati nei cantieri e nelle serre. Se la circolare del ministro Amato dovesse trovare applicazione letterale, nei casi in cui le autorità competenti confermino gli estremi di «sfruttamento sul posto di lavoro», i clandestini disposti a denunciare i loro datori di lavoro invece che essere immediatamente espulsi come vuole la prassi in vigore, sarebbero ricompensati di un permesso di soggiorno di sei mesi, rinnovabile fino a un anno, tempo necessario a trovare un impiego «pulito».