Una città libera dalla paura

(...) giorno da tutte le Zone di Milano. I vostri messaggi mi confermano la sensazione che a Milano stia avanzando, a macchia d’olio, una ondata di illegalità. Le testimonianze di questa situazione di insicurezza e paura arrivano dal centro-città e dalle periferie: corso Buenos Aires, Brera, l’area dei Navigli, la Stazione Centrale e le vie limitrofe, così come interi quartieri, da Quarto Cagnino a Gratosoglio, da Ponte Lambro a Corvetto, da Quarto Oggiaro alla Comasina, dallo Stadera a viale Monza - solo per citarne alcuni - sono costretti a vivere giorno dopo giorno in un clima di paura per aggressioni, rapine nei negozi e nelle botteghe, violenze personali e degrado ambientale.
La Milano che lavora, che produce, che accoglie, ora dice: “Basta!”. Basta alla prostituzione. Basta allo spaccio di droga. Basta alla violenza sulle donne. Basta alle occupazioni abusive delle strade, delle case, dei palazzi. Basta alle rapine nei negozi e nelle botteghe. Basta ai maltrattamenti dei bambini. Basta alle sopraffazioni da parte di immigrati irregolari. Basta al degrado. Basta truffe agli anziani.
Milano, con responsabilità, fa la sua parte ma chiede risposte concrete all’unico responsabile e garante dell'ordine pubblico delle nostre città: il Governo di Roma.
Milano chiede al Governo sicurezza: almeno cinquecento uomini delle Forze dell’Ordine in più sulle nostre strade, quanto basta a garantire il presidio del territorio.
Milano chiede al Governo nuove leggi per punire con maggior rigore chi abusa dei bambini e nuovi interventi per sostenere la famiglia e i minori.
Milano chiede al Governo norme più severe contro chi maltratta e violenta le donne e politiche di sostegno a favore di quante subiscono queste violenze.
Milano chiede al Governo più risorse per contrastare l’immigrazione irregolare e programmi di accompagnamento sociale per gli immigrati regolari.
Milano chiede al Governo un’azione determinata, pene certe e norme efficaci contro tutte le droghe, insieme a politiche di recupero per chi ne è vittima.
Io sono vicina a tutti coloro che subiscono queste violenze e questi abusi. Tutta Milano deve far sentire la propria voce. Non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo essere uniti nel chiedere al Governo di Roma più sicurezza per la nostra città. Un anno fa, il 16 marzo 2006, la città intera ha camminato, unita, in corso Buenos Aires, per ricordare che diritti e doveri, legalità e sicurezza devono valere per tutti e devono essere fatti rispettare sempre e dovunque fino in fondo. Per questo lancio un appello alle donne, agli uomini, alle ragazze e ai ragazzi milanesi: scendiamo nuovamente nelle strade di Milano e chiediamo al Governo di impegnarsi subito per ritrovare una città nella quale vivere liberi dalla paura. In strada, insieme, per la sicurezza. Più sicurezza per una città più solidale che possa offrire a tutti una migliore qualità della vita.