Città della moda, largo ai giovani Non c’è il museo e arriva il metrò

Progetto Garibaldi-Repubblica, vertice in Comune sul futuro dell’area: «Previste anche attività di design e artigianato». Il 28 febbraio verranno approvate le varianti della linea 5 che passerà per l’ex Fiera

Una città della Moda concentrata sui giovani e sull’innovazione, costruita per svecchiare il mondo del fashion. E senza museo. «La Città della Moda sarà dedicata anche a design e artigianato» dice Tiziana Maiolo, assessore alle Attività produttive. Non si può non parlare del grande progetto Garibaldi-Repubblica nel giorno in cui vengono presentate sfilate e eventi della Settimana della Moda, tanto più che proprio ieri mattina un vertice di assessori a Palazzo Marino ha discusso del futuro dell’area. «Stiamo rivedendo il progetto originario del Modam in modo che diventi più utile possibile per il mondo della moda» spiega l’assessore all’Innovazione, Luigi Rossi Bernardi. «Non ci sono rallentamenti, alla fine del mese sarà pronto anche il nuovo tracciato della metropolitana» assicura l’assessore all’Urbanistica, Carlo Masseroli. Il 28 febbraio verranno approvate da Comune, Hines Italia e Astaldi le varianti della linea cinque della metro che collegherà San Siro a Rho Pero passando dalla vecchia Fiera e, appunto, dalla nuova Città della Moda.
La parte moda del progetto Garibaldi-Repubblica contempla tre strutture: un polo formativo universitario, uno spazio espositivo per le sfilate e uno spazio per un museo. Il museo però non ci sarà. C’è già un piano alternativo per «un centro di documentazione con una ricca biblioteca per gli studenti». Spiega Maiolo che «il museo della moda non sarà nella città della moda» e aggiunge che «se si farà un museo, si farà al Castello Sforzesco». In piena sintonia l’assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi: «La moda è indomabile per natura, esiste perché si muove, cosa vogliamo mettere nel museo, Naomi Campbell imbalsamata?».
Il problema principale riguarda gli spazi per le sfilate, perché i grandi stilisti hanno già individuato location alternative e non sono interessati a presentare le collezioni nei nuovi edifici di Garibaldi-Repubblica. Inoltre il Comune punta a ospitare in questi spazi esposizioni di design e artigianato d’arte, come pelle e bijoux. È assodato che nell’area sorgerà l’Università della Moda, un progetto alla quale stanno cooperando il Politecnico e la Bocconi e che sarà dedicato non solo alla moda in senso stretto ma anche al design e all’artigianato. Sintetizza la Maiolo: «Intendiamo puntare sui giovani e sui marchi emergenti. In questo modo daremo loro anche la possibilità di esprimersi al meglio e di essere valorizzati, come capita ad esempio a Londra. Il nostro augurio è che su queste passerelle nascano i nuovi Dolce e Gabbana o, perché no, il nuovo Armani».
I tempi di realizzazione previsti da Hines Italia sono di sei anni per realizzare l’intera opera. Come è noto, il progetto va ben al di là della sola moda e prevede una riqualificazione urbana di 2,47 milioni di metri quadrati che saranno adibiti a uffici, area residenziale, area espositiva per la moda, area commerciale (negozi, ristoranti, bar) e hotel. Nel futuro di Garibaldi-Repubblica c’è anche un’ampia zona dedicata a parco pubblico, che si chiamerà Biblioteca degli alberi, un’area destinata agli artigiani e appunto il museo e l’area destinata a polo universitario. Infine troveranno spazio la nuova sede della Regione Lombardia e un edificio del Comune.
«Vogliamo riaffermare l’identità di Milano come capitale della moda e il progetto si sposa con questo obiettivo di mantenere la leadership nel settore» aggiunge Rossi Bernardi. È in atto, come spesso accade, una sfida con la Capitale. Parte lancia in resta la Maiolo: «Se Roma, come sembra, tenta di scipparsi la moda, sappia che non ce la farà. Economia, produzione e industria tessile sono a Milano».