La città in ostaggio di studenti, Cobas e vandali

Lancio di uova contro il provveditorato, imbrattati vetrine e palazzi. Sull’arcivescovado la scritta «Fuoco»

(...) dal centro alla periferia per buona parte della giornata. E centinaia di migliaia di auto in più per strada, a causa del timore dei cittadini di ritrovarsi nel bel mezzo di una totale paralisi del trasporto pubblico.
I più agguerriti, nel venerdì nero dello sciopero generale, sono i dipendenti della scuola pubblica. Si danno appuntamento in piazza Missori per gridare i loro slogan contro il ministro Gelmini. Contro quella riforma che, dicono, «rischia di annientare la scuola pubblica». Con loro ci sono le famiglie, i bambini. Si incamminano in direzione di Porta Romana, dove ad accoglierli è un grosso striscione - immediatamente rimosso dai vigili - esposto sulla facciata di un palazzo: «Andate a lavorare». Proseguono verso via Ripamonti dove arrivano intorno a mezzogiorno.
Ad affiancarli nella protesta gli universitari aderenti ai collettivi. Striscioni e immancabile kefiah al collo, lanciano uova, fumogeni e qualche petardo contro il provveditorato. Sul quale poi affiggono un manifesto che suona come una minaccia: «Blocchiamo il decreto, occupiamo dappertutto. Gelmini la scuola ti ripudia». Lungo il percorso imbrattano muri e vetrine. Succede in via Mazzini, via De Amicis, via Carducci, via Orefici, via Broletto, corso di Porta Romana, corso di Porta Vigentina e via Ripamonti. Persino vicino l’Arcivescovado di piazza Fontana, dove appare la scritta «Fuoco».
Qualcuno, fra gli studenti, si stacca dal gruppo e improvvisa un sit in al centro del cortile principale della Statale. «Ci sono studenti ma anche lavoratori precari - spiega Davide Loprinzi, rappresentante della Cgil -. Abbiamo scelto di fare un’assemblea per decidere un percorso da intraprendere insieme. La situazione sta peggiorando per tutti». Al centro della protesta ci sono i tagli, ma anche la temuta privatizzazione dell’università, la precarietà e la riduzione degli organici.
Poco distante prosegue la marcia dei lavoratori aderenti ai Cobas. «C’è stata grande adesione allo sciopero - dicono gli organizzatori -. In piazza sono scese oltre 40mila persone». Camminano compatti verso piazza Duomo, sventolando le bandiere rosse. Intorno a mezzogiorno - quando ormai il traffico in centro è completamente paralizzato - arrivano in piazza Duomo. La situazione torna alla normalità verso le 13, quando i manifestanti lasciano la piazza e i mezzi di superficie recuperano la propria efficienza. Nessun problema invece in metropolitana.