Città più sicure, per ora è solo un disegno

Il governo vara cinque provvedimenti che devono avere il sì delle
Camere. I dubbi di Amato: se non si fa presto il 29 dicembre arriva il
decreto. La sinistra radicale contesta l’aumento dei poteri ai Comuni e
promette battaglia in parlamento. Mastella fischiato dai parenti delle
vittime della strada

Roma - Cinque disegni di legge, tre emendamenti alla Finanziaria, un pacchetto sicurezza. Il Consiglio dei ministri approva, con tre astensioni, le misure elaborate dai ministeri dell’Interno e della Giustizia, che ora dovranno passare all’esame del parlamento.
Il braccio di ferro nel governo, che aveva portato allo stop di martedì a Palazzo Chigi, si supera con tanti compromessi e soprattutto con l’aggiunta di un ddl nel quale il falso in bilancio torna a essere reato. Ma si astengono il titolare per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Prc) sui ddl su certezza della pena e sicurezza urbana e sull’emendamento sulla contraffazione; quello per l’Università Fabio Mussi (Sd) e quello per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sul ddl sulla sicurezza urbana. E ci sono dei sì con riserva, come quello del ministro Idv per le Infrastrutture Antonio Di Pietro, che avrebbe preferito un decreto legge. Bisogna far presto, è ora la parola d’ordine, ma la sinistra radicale rimane critica e, Prc in testa, chiede modifiche alle Camere sull’espulsione degli immigrati comunitari, i poteri dei sindaci e la cancellazione della legge Simeone-Saraceni. Mentre la Cdl risponde con un no all’appello del governo alla collaborazione.

Romano Prodi tira, comunque, un sospiro di sollievo. Temeva il peggio, ma ora sottolinea che «tutto il governo» ha fatto un «buon lavoro». Ha dato «un segnale concreto» ai cittadini con provvedimenti che vanno verso il «rafforzamento» del sistema della sicurezza «senza ledere le garanzie». I cinque ddl riguardano: sicurezza urbana; reati di grave allarme sociale e certezza della pena; istituzione della banca dati del Dna; misure di contrasto alla criminalità organizzata e inasprimento delle pene per falso in bilancio. Tre gli emendamenti alla Finanziaria: su contraffazione, sfruttamento del lavoro e tabaccherie.

Nessuna spaccatura, assicura il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta, il governo «lavora unito». Un’unità, spiega Mastella, che si è ritrovata cancellando una delle «leggi-vergogna» del governo Berlusconi, quella sul falso in bilancio. La strada dei ddl vuole favorire il dialogo in Parlamento e sia il Guardasigilli che Letta chiedono il contributo dell’opposizione. Mastella e Amato aggiungono che se le misure non saranno approvate «in tempi ragionevoli, il governo dovrà riconsiderare la scelta fatta». Insomma, l’ipotesi decreto-legge non è definitivamente accantonata. E il ministro dell’Interno indica anche una data per l’eventuale inversione di tendenza: il 29 dicembre.

«Perché adesso - chiede Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi - il centrodestra dovrebbe votare a favore se un ministro come Ferrero si astiene e altri sono critici? Il governo faccia chiarezza al suo interno prima di chiedere aiuto all’opposizione». E il leader di An, Gianfranco Fini: «Dopo tre rinvii e tante polemiche, la montagna ha partorito un topolino. Queste misure non è certo se saranno approvate, né quando. In più, per garantire sicurezza e legalità servono più risorse mentre nella Finanziaria ci sono meno soldi per i ministeri dell’Interno, e della Giustizia». Per Mario Baccini dell’Udc, alle «buone intenzioni di Amato» si contrappone «il ricatto della sinistra radicale». Tutto si arenerà in Parlamento, prevede il leghista Paolo Grimoldi.

Il leader del Pd Walter Veltroni loda le «misure efficaci e socialmente equilibrate» del pacchetto-sicurezza, ma le turbolenze nell’Unione non mancano. Negativo il giudizio degli avvocati e Mastella viene fischiato e contestato dai familiari delle vittime degli incidenti stradali.