La città ricorda Pellizza da Volpedo

Da domani nella sala delle Cariatidi sarà possibile ammirare Il Quarto Stato a cento anni dalla morte del maestro del Divisionismo

La rappresentazione del popolo nella luce verso l’«avvenire» ne Il Quarto Stato, l’opera più nota di Pellizza da Volpedo, è talmente radicata nell’immaginario collettivo da essere quasi del tutto decontestualizzata a scapito dell’importanza dell’autore stesso, in cui gli elementi populisti assumevano dei tratti epici e in qualche modo superavano il romanticismo del suo tempo. Un omaggio che il Settore Cultura del Comune e la Motta 24 Ore Cultura hanno voluto regalare alla città per celebrare il dipinto più celebre del divisionismo italiano, trasferendolo dalla Villa Reale di via Palestro nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale (catalogo Federico Motta) quale protagonista assoluto di una kermesse che partirà oggi alle ore 18, per aprire al pubblico mercoledì e chiudere i battenti il 16 settembre.
«L’occasione sono i cento anni dalla morte dell’artista piemontese noto in tutto il mondo grazie al celebre dipinto, divenuto con il tempo l’immagine più nota, più riprodotta e più utilizzata nell’iconografia politica e sindacale capace di sintetizzare e rappresentare simbolicamente un insieme di motivi che hanno caratterizzato gli obiettivi di un intero movimento storico», spiega Vittorio Sgarbi.
Il capolavoro dell’artista, nato a Volpedo da una coppia di piccoli proprietari terrieri nel 1868, tre metri di altezza per oltre cinque di larghezza, raffigura una massa di lavoratori, dei quali il pittore, con un abile gioco di luci, esalta il movimento delle mani e dei piedi e il possente incedere. L’artista non a caso dedicò dieci anni della sua vita al divisionismo e contemporaneamente maturò una nuova coscienza di classe. Ai diversi momenti di ideazione ed esecuzione corrispondono titolazioni diverse: Ambasciatori della fame, bozzetti elaborati tra il 1891 e il 1894; Fiumana, eseguito nel 1896, ma preceduto da numerosi schizzi, appunti e fotografie; Il cammino dei lavoratori, realizzato nel 1898 finalmente battezzato Quarto stato nel 1901.
L’opera si colloca nello scenario che risente delle politiche italiane post unitarie. Negli anni Settanta specie al Nord si erano venute a scontrarsi le esigenze di due schieramenti solidali nello sforzo di raggiungere il progresso e il miglioramento economico, ma decisamente contrapposti nei fini e nei metodi. Il dualismo borghesia- proletariato raggiunge il suo apice negli anni Ottanta; la borghesia diffida di qualsiasi mutamento che turbi l’equilibrio del neonato Stato italiano, mentre il popolo aspira a un miglioramento economico, come estensione del concetto di proprietà, di salari, di diritti e di terre. Della sua opera lo stesso Pellizza scrive nel 1904: «L’avanzarsi di un gruppo di lavoratori verso la sorgente luminosa simboleggiante nella mia mente tutta la grande famiglia dei figli del lavoro».
Il quarto stato
Sala delle Cariatidi, palazzo Reale
da domani al 16 settembre
orari: martedì -domenica h 9.30 -19.30; giovedì fino h 22.30 lunedì dalle 14.30
(info 02-80509362 oppure
www.comune.milano.it/palazzoreale)