Una città in «rosso»: Roma capitale del debito

Dopo quasi cinquant’anni anni dall’uscita del film La cambiale, era il 1959 e il metodo del «pagherò» era l’unico per stare al passo con un’Italia alle porte del boom economico, i romani sono ancora una volta pieni di debiti, e continuano a spendere soldi che non hanno. Le «care vecchie» abitudini sembrano tornare in auge. Secondo un’indagine della Cgia, l’associazione degli artigiani di Mestre, le famiglie romane sono nettamente le più indebitate d’Italia, con una media di 21.147 euro di debito contratto per ogni nucleo, contro una media nazionale di 14.800 euro a famiglia. Nella cifra sono compresi l’accensione di mutui per l’acquisto della casa, per i prestiti, per l’acquisto di beni mobili, come automobili ed elettrodomestici, il credito al consumo e per finire i finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.
Un dato che preoccupa, ma in qualche modo anche positivo. Se infatti il debito è un sintomo dell’abitudine a vivere al di sopra delle proprie possibilità, d’altro canto, come fa notare in una nota il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, «le città più indebitate sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati». Anche se «non è da escludere che tra coloro che contraggono debiti così alti vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli». Le altre città del Lazio, invece, sono tutte sotto la media nazionale: a Viterbo e Latina ci si indebita per 12mila euro circa, a Rieti le famiglie sono esposte finanziariamente per 10mila euro scarsi e a Frosinone il dato scende ad appena 8.500 euro per nucleo. Parallelamente a questa indagine la Cgia ne ha portato avanti una seconda per calcolare in che percentuale è cresciuto l’indebitamento degli italiani a partire dall’entrata in vigore dell’euro tra il 1° febbraio 2002 e il 31 marzo 2007. In questa seconda classifica il dato che riguarda la capitale è il più alto del Lazio, ma non da record nazionale. Roma si piazza al 21° posto in Italia, con un incremento del debito pari all’84 per cento. La maglia nera spetta a Reggio Emilia, con una crescita del 105,78 per cento. A livello regionale, Viterbo segue la capitale con un 73,3 per cento, poi a ruota Latina (71,8 per cento), Rieti (65,6 per cento) e Frosinone (60,5 per cento).