Città della salute da 520 milioni, pronti i bandi

Sopralluogo nell’area destinata a Sacco, Istituto dei tumori e Besta:
220mila metri per cure e terapie e 1.400 posti letto. Presto la gara per i
finanziatori privati, entro febbraio il progetto preliminare.
Formigoni: "Sarà finita in quattro anni"

Non sarà un semplice trasloco. Quella tra ospedale Sacco, Istituto dei Tumori e neurologico Besta sarà una convivenza che metterà in pratica il nuovo modello di sanità lombarda. Niente più reparti di vecchio stampo, niente più "compartimenti stagni", ma una collaborazione capillare nelle cure, nella didattica e nella ricerca delle malattie infettive, neurologiche e oncologiche.
La cittadella della salute, che sorgerà intorno al Sacco su una superficie di 220mila metri quadrati (più del doppio dell’area occupata ora), comincia a prendere forma: entro febbraio sarà indetto il bando del progetto preliminare. I lavori cominceranno nel 2012 e si concluderanno nel 2015, anno di Expo. "Tutto sarà fatto a tempo di record - puntualizza il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni -. Per un progetto del genere è valsa la pena fare sacrifici e fuochi artificiali in un momento in cui dobbiamo fare i conti con i tagli della finanziaria". Il costo della cittadella ammonta infatti a 520 milioni di euro, di cui 230 milioni sono garantiti dalla Regione Lombardia, 40 dallo Stato e 250 dai privati, vale a dire dalle banche che hanno già anticipato la loro disponibilità e che ufficializzeranno le "linee di credito" partecipando al bando.
Nel mega ospedale lavoreranno 3.200 dipendenti, cioè il personale dei tre istituti che si riuniscono "pur mantenendo ognuno le sue peculiarità". Non sono previsti licenziamenti né tagli ma solo trasferimenti di medici e infermieri nella nuova sede. Che, ora del 2015, sarà collegatissima alla città anche dai mezzi pubblici.
"È proprio nei momenti di crisi - spiega il presidente del Consorzio Città della Salute, Luigi Roth - che bisogna affrontare il futuro e provocare nuovo sviluppo". Il nuovo ospedale avrà 1.400 posti letto, un centinaio in più rispetto a quelli disponibili ora e, come spiega l’assessore lombardo alla Sanità, Luciano Bresciani "non sarà più una monade ma un esempio di integrazione. Sarà l’esaltazione della sinergia. Del resto, da solisti si può esaltare l’eccellenza ma meno che in squadra". Carlo Borsani, presidente della fondazione Carlo Besta si augura che "la cittadella possa anche diventare un centro di sperimentazione europeo". Antonio Colombo, presidente dell’Istituto dei Tumori è convinto del fatto che la nuova struttura "consentirà alle intelligenze di esprimersi meglio". E Alberto Scanni, alla guida del Sacco, intravede già da adesso i presupposti per "avviare una collaborazione proficua, portando ognuno il proprio bagaglio di conoscenze". Insomma, la città si prepara a un grande cambiamento. E, attorno alla cittadella della salute, nasceranno anche altre strutture: residence per i parenti dei pazienti, appartamenti convenzionati per ricercatori, studenti e personale sanitario, servizi e collegamenti. E ci sarà spazio anche per il verde pubblico e per i parchi.
"La nostra intenzione - tiene a precisare Formigoni - è creare una sanità sempre più a misura di persona e la cittadella va esattamente in questa direzione. Non ci saranno più i classici trasferimenti del malato da un reparto all’altro e superiamo una volta per tutte il vecchio sistema dei reparti specialistici per una cura che ruota attorno al paziente".