Una città sospesa dove la Falck ha fatto la storia

Renzo Piano ha progettato palazzi trasparenti e un enorme parco. Rubbia: genererà anche energia

Una città con i palazzi colorati e i tapis roulant che ti spingono lungo il vialone alberato. Con parchi e giardini che coprono due terzi dello spazio e dove le case stanno «sospese» da terra. Una città del futuro che nascerà dove si è fatta la storia dell’industria: l’ex area delle acciaierie Falck a Sesto San Giovanni.
L’intuizione è stata del costruttore Luigi Zunino: «Ho comprato l’area, era grandissima, vicina alla ferrovia e a Milano, solo qui si poteva realizzare una città nuova che portasse uno stile di vita diverso». Per darle forma, Zunino si rivolge a Renzo Piano. All’architetto servono 2 o 3 prove per trovare la strada giusta («aiutato dai ricordi di studente del Politecnico, venivo qui a scattare le foto»), ascolta le richieste del Comune, coinvolge esperti come il fisico Carlo Rubbia in grado di rendere la città a basso impatto ambientale. Il risultato è il progetto presentato ieri in uno dei capannoni della Falck. «Che conserveremo, queste cattedrali ci raccontano il nostro passato - dice Piano alzando gli occhi al tetto di lamiere -. Li ripuliremo e copriremo di vetro, potranno ospitare concerti e mostre». «Sesto era la città della fabbriche - aggiunge - e continuerà a produrre idee nelle aule di università e nei centri di ricerca che nasceranno, insieme a laboratori dove si insegnano i mestieri e si avviano attività».
Nella nuova città si potrà anche abitare. Nella «case alte», rivestite di ceramica colorata («materiale naturale, daranno allegria»), costruzioni che non toccheranno terra. Poggeranno su uno «zoccolo» trasparente più stretto rispetto al corpo del palazzo, «suggerendo comportamenti più aperti e trasparenti». Saranno palazzi alti 40, 60 o 90 metri, in cima avranno un giardino dove trovare silenzio.
Saranno un privilegio di pochi? «Assolutamente no! Una quota è riservata alla vendita e all’affitto a prezzi calmierati» assicura Giorgio Oldrini, sindaco di Sesto. «Il parco e gli spazi verdi non saranno “chiusi” dai palazzi, tutti potranno camminarci, sarà una città aperta» aggiunge Piano. Al resto penseranno i trasporti: la stazione di Sesto sarà rifatta, avrà una piazza pensile che farà da ponte verso l’enorme parco che circonderà le nuove costruzioni. È stato pensato un sistema di bus navetta a basso impatto ambientale, la M1 sarà prolungata.
Per realizzare tutto questo serviranno 4 miliardi di euro. La bonifica dei terreni è già iniziata, per il via agli scavi bisognerà attendere le concessioni del Comune. «Ci vorrà un anno, durante il quale sentiremo il parere dei sestesi» spiega Oldrini. Per dare forma a palazzi, fabbriche e parchi serviranno a quel punto 6-7 anni. La stima del costruttore parla di inizio lavori nel 2008 e della conclusione nel 2016. «Renzo Piano vigilerà perché il progetto venga rispettato - aggiunge Zunino -. Sarà un “direttore d’orchestra”».
I lavori avranno un testimone particolare. Il regista Ermanno Olmi filmerà passo dopo passo la nascita della città. «È il mio modo di raccontare il cambiamento, questo è un progetto unico» dice il regista. Lo ripetono Zunino e Piano: «Un’operazione del genere ha un peso europeo e internazionale. L’area della Falck era un muro che tagliava in due Sesto, la nuova città farà da cerniera, anche con Milano». Innovativi sono anche i sistemi per ridurre i consumi di energia della nuova città che attirerà 25-30mila persone. Energia e calore saranno prodotti sfruttando l’acqua di falda, le biomasse dei 10mila alberi, il sole. Ci saranno centrali di trigenerazione che daranno simultaneamente energia elettrica, vapore e aria fredda. «La comunità diventerà più parsimoniosa in fatto di domanda di energia, senza cambiare abitudini» spiega il premio Nobel Rubbia. «Sesto ha sempre prodotto modernità - conclude Piano - e continuerà a farlo».