Una cittadella degli artigiani sulle ceneri della Stecca

Oltre 3,3 milioni per i negozi in periferia e alla Centrale. La Maiolo: dove c'è impresa c'è meno illegalità

Sarà come un ritorno a casa. Sulle ceneri della Stecca, demolita tra le polemiche nell’aprile di un anno fa, sarà probabilmente costruita la Cittadella dell’artigianato. L’assessore comunale alle Attività produttive Tiziana Maiolo ha già ricevuto un mezzo sì da Manfredi Catella, ad di Hines Italia che firma il progetto «Porta Nuova» a Garibaldi-Repubblica. L’alternativa è comunque a due passi da via De Castillia e dalla «nuova» Isola: uno spazio di 2mila metri quadri vicino alla Fondazione Catella. La Cittadella ospiterà spazi espositivi e botteghe. Nell’attesa che venga costruita, a breve aprirà uno show room di prodotti artigianali (ma senza laboratori) in corso Vercelli. Progetto finanziato con 500mila degli oltre 3,3 milioni di euro che il Comune riceverà dal governo per aiutare le piccole imprese che investono nelle aree degradate. La giunta ha già approvato il programma di interventi, la delibera per accedere al fondo (destinato a 10 città italiane) è stata spedita a Roma e non appena avrà l’ok Palazzo Marino raccoglierà le richieste.
Il programma è alla sesta edizione, negli anni Milano ha distribuito alle imprese un «pacchetto» di circa 40 milioni. Per la prima volta, nell’elenco delle strade degradate entrano anche quelle intorno alla stazione Centrale e corso Buenos Aires dove, spiega il rappresentante dell’Unione del commercio Giorgio Montingelli, «presto saranno alzati molti contratti d’affitto, molti negozi hanno bisogno di rinnovarsi per essere più competitivi e sopportare l’aumento». I fondi basteranno a sostenere 220-250 imprese, valgono sia per le nuove che per quelle già attive: gli aiuti arrivano a un massimo di 100mila euro e coprono il 50% della spesa per gli interventi (metà a fondo perduto e il resto con interessi dello 0,5%). Bandi speciali per negozi di vicinato e botteghe storiche. «L’obiettivo - spiega Maiolo - è accendere lampadine e creare sentinelle contro il degrado. Dove ci sono imprese c’è meno illegalità». Sotto stretta osservazione l’area della Centrale: l’Università Cattolica ha studiato come è cambiata dal 1991 al 2006. C’erano 1.693 stranieri su 52.104 residenti, sono diventati 12.057 su 54.158. Stravolta anche la vocazione commerciale: calate del 22% le industrie tessili, impennata per il settore delle costruzioni (+245%), servizi alle imprese (+512%) e commercio al dettaglio (+408).