La cittadella della salute si candida per l’Expo: «Gestiremo le emergenze» Entro il 2014 nascerà il nuovo polo di eccellenza che riunirà il Sacco, il Besta e l’Istituto tumori

«Vogliamo svolgere un ruolo importante per l'Expo». La candidatura arriva senza mezzi termini da Luigi Corradini, direttore generale del Sacco che precisa: «Ci piacerebbe poter fare da coordinatori di tutte le attività sanitarie dell'evento, abbiamo i numeri e le capacità per farlo». Guarda già al 2015 Corradini, l'anno dell'Esposizione certo, ma soprattutto quello che dovrebbe essere l'anno successivo all'inaugurazione della Cittadella della salute. Taglio del nastro previsto per il 2014, nonostante tutto: i soldi che non arrivano più da Roma ad esempio e i tempi che vanno dilatandosi, sempre di più. «Il nuovo polo di Vialba si farà comunque - ha assicurato in diverse circostanze il presidente Roberto Formigoni -. Troveremo i fondi». Ecco il progetto: Istituto dei Tumori e Neurologico Besta verranno trasferiti vicino al Sacco, per essere riuniti in un'area da 250mila metri quadri a nord ovest di Milano, tra Quarto Oggiaro e Baranzate e così i 482 posti letto di via Venezian diventeranno 505, quelli del neurologico di via Celoria passeranno da 223 a 250 e l'ospedale già in via Giovanni Battista Grassi arriverà a 650 contro i 604 attuali.
«Sono già cominciati i lavori per un'iniziativa propedeutica - spiega Corradini -: un nuovo edificio per laboratori di analisi e ricerca da utilizzare in parti uguali tra noi e il Besta. E' il primo atto tangibile della futura collaborazione, segno concreto che la Regione è intenzionata ad andare fino in fondo».
I vantaggi della realizzazione della cittadella sono chiari: «Sarà un polo completo dal punto di vista assistenziale e in più ricerca e didattica potranno giocare un ruolo preminente». Troppo presto per chiarire gli aspetti organizzativi, ma Corradini di una cosa è certo: «Non dovremo rinunciare né alla nostra neurologia che è già cattedra universitaria, né tanto meno all'oncologia perché i nostri reparti non andranno ad accavallarsi con l'attività dei due istituti». Come? «Svolgendo un'oncologia più generalista ad esempio, molto legata al territorio e attenta all'assistenza sul territorio».
Di cantiere in cantiere, perché la riqualificazione del Sacco non coincide solo con la costruzione della Cittadella della salute, «significa molto di più». Il pensiero che sta alla base dei progetti: usiamo questa occasione per risolvere i problemi. La dispersione delle degenze in cinque padiglioni diversi e costruiti nel 1931 ad esempio, gli inadeguati standard alberghieri (stanze con sei letti in cardiologia ndr) e ancora, i disagi per i collegamenti esterni, soprattutto la notte. È la sicurezza infatti, l'altro nodo cruciale. «Fino all'anno scorso - ammette Corradini - eravamo senza servizio di polizia interna, ora invece abbiamo installato video camere in numerosi reparti, ma c'è ancora molto da fare». La prova: «i casi di pericolo più eclatante accadono al pronto soccorso che di fatto è la zona più difesa, per non parlare dei furti, l'ultimo è costato il licenziamento ad un nostro dipendente colto in flagrante mentre rubava un pc».