Cittadinanza immigratiGrillo spacca i 5 stelle

"La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso". Così il Beppe Grillo com­menta sul suo blog la legge sulla cittadinanza

«La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso». Così il Beppe Grillo com­menta sul suo blog la legge sulla cittadinanza.

«O meglio-ag­giunge scatenando la rivolta dei fan del Movimento 5 stelle - , un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per tra­sformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della liberalizzazione delle nascite» . Ma la provocazione di Grillo questa volta si è ritorta contro di lo stesso comico, che è stato contestato sul blog. Una rivolta in pie­na regola con accuse pesanti: «Razzista,fascista»;e con l’invito a fare le valigie. È accaduto che Grillo se ne sia uscito, a sorpre­sa, sul suo Blog,bocciando lo ’ius solì per i figli degli immigrati. «Ma stiamo scherzando? - ha ribattuto subito Andrea C. da Milano- il M5S non è e non sarà mai un covo di fascisti erazzisti. Chi ha scritto questo messaggio dovrebbe chiedere scusa e an­darsene dal movimento ». «Più tempo passa più deludi - gli ha fatto eco Giacomo Piromalli da Roma- . Se non vuoi affossare il Movimento 5 stelle con queste cose astieniti o tirati fuori dal movimento ». «Beppe ma come fai a dire cose del genere?», ha scritto Marco. Sconcertato ma anche arrabbiato Dario Ditano da Torino: «Cazzo, Beppe le ultime stime del movimento era­no intorno al 7%, ora scenderanno di brutto dopo sta sparata... La cosa positiva in compenso, è che non sei stato ascoltato dal movimento». Anche il Pd e Fli hanno dato addosso a Grillo. «È fuori di testa», ha tuonato Livia Turco, responsabile immigrati del Partito democratico. La cittadinanza è un questione di «giu­stizia e civilta », ha sottolineato Fabio Granata- del partito di Fi­ni - che ha bollato come «qualunquista» il comico genovese.