Cittadini di Carignano in rivolta contro Galliera e vespasiano

Giù le mani da Carignano! Lo dicono ad alta voce e lo mettono anche nero su bianco i «Cittadini per Carignano» che si sono riuniti in comitato per difendere il decoro e l’integrità ambientale e architettonica del quartiere di fronte alle «minacce» e agli «attentati» alla vivibilità che si annunciano all’orizzonte. Intanto sono più di mille le firme raccolte in pochi giorni per la petizione rivolta al Comune sui progetti che riguardano il restyling dell’ospedale Galliera. «Per il quartiere genovese si prospetta l’operazione immobiliare più grossa realizzata nel centro di Genova dai tempi dello scempio di via Madre di Dio - si legge in una nota del comitato -. E dopo la tettoia del padiglione fieristico di Jean Nouvel inclinata verso l’alto, oltre la linea di corso Aurelio Saffi, che è riuscita a coprire la vista sul mare da Villa Croce e dalla collina di Carignano, gli abitanti sono intenzionati a vigilare».
E ancora: «Se si è ottenuto questo risultato col nuovo padiglione fieristico andando a cercare un architetto all’estero per costruire un hangar costato milioni di euro pubblici - è scritto nella nota diffusa dal comitato - è facile prevedere che l’operazione Nuovo Galliera rischi di stravolgere per sempre Carignano». I rappresentanti dei firmatari incontreranno i capigruppo del Consiglio comunale lunedì mattina a Palazzo Tursi per illustrare le proposte di ristrutturazione dell’ospedale «salvaguardando la qualità dell’ambiente e della vita nel quartiere». Nel corso dell’audizione, chiederanno in particolare di dire «no alle colate di cemento, al centro commerciale e ai parcheggi per lo shopping», anche se - chiariscono i Cittadini per Carignano - tutto questo non ha «niente a che vedere con la sindrome Nimby (Not in my backyard, non nel mio giardino): gli abitanti, anzi, vedono con favore l’ammodernamento del Galliera e la creazione di un nuovo padiglione a patto che non venga abbandonato il vecchio ospedale , si rispetti il quartiere e se ne conservi l’equilibrio e l’armonia tra destinazione residenziale e sanitaria, anche dal punto di vista architettonico». Il rischio, è chiaro, paventato dai residenti e non solo, è quello di «veder avanzare una speculazione edilizia», condivisa trasversalmente e finalizzata alla realizzazione di parcheggi, residenze e attività commerciali «che con la natura sanitaria della struttura non hanno a che fare».
Ma gli «attentati» al decoro e alla vivibilità non si fermano qui: il consigliere comunale della Lista Biasotti, Franco De Benedictis, si era rivolto all’amministrazione comunale a proposito del vespasiano di viale Villa Glori che si presentava in condizioni fatiscenti ed era stato oggetto di lavori di ristrutturazione. A suo tempo lo stesso De Benedictis aveva ricevuto assicurazioni su un intervento risolutivo, anche dal punto di vista igienico. E invece - la foto accanto documenta più di qualsiasi spiegazione - lo stato delle cose è ritornato quello di ieri e di sempre. Uno «spettacolo» indecoroso, di fronte a edifici di pregio, a due passi dalla chiesa del Sacro Cuore e San Giacomo di Carignano e da giardini frequentati da mamme con i bambini. La tenacia di De Benedictis è ben nota anche in consiglio comunale, e garantisce ulteriori, pressanti interventi per convincere il Comune a provvedere. Magari, con una «manovra a tenaglia» concertata con il comitato «Cittadini di Carignano» che, con molta compostezza e senso civico, ma anche con animo risoluto, non ne possono più di vedere il quartiere scivolare sempre più nel degrado.