Il cittadino chiama Tursi non risponde

La storia si è ripetuta. «Nei giardini vicino alla stazione di Brignole sono comparse delle tende, dentro alle quali si riparano delle persone, con ogni probabilità straniere» racconta Camillo Sciallero, residente in zona. Come era successo lo scorso agosto e a ottobre, nei giorni del Salone nautico. «Il problema è che, come allora, ho cercato di denunciare la cosa perché qualcuno intervenisse» prosegue Sciallero. E sono iniziati i problemi. «Mi sono rivolto a quello che in Comune viene chiamato Ufficio vivibilità - racconta Sciallero- Senza tante cortesie mi hanno detto di scrivere al sindaco. A quel punto ho chiesto a che serviva l’Ufficio e la persona mi ha detto di contattare i vigili urbani». Il combattivo cittadino l’ha fatto, senza ottenere granché: «Ho chiamato la sezione Foce che si occupa della zona di Brignole. I vigili, a loro volta, mi hanno detto di rivolgermi al Comune: “Senza un’ordinanza scritta non possiamo intervenire” mi sono sentito dire. Se io mi accampassi in una piazza sarei arrestato all’istante. In Italia, evidentemente, la legge non è uguale per tutti». Sciallero, a quel punto, si è arreso: «Non ne posso più di promesse, è uno scarica barile indegno». Qualche giorno fa, durante un convegno su giustizia e sicurezza organizzato da An, l’assessore comunale Francesco Scidone ha risposto indirettamente al residente di Brignole, ricordando che presto nascerà un centralino per raccogliere gli «sos» dei cittadini. «Abbiamo investito due milioni sul patto per la sicurezza - ha ricordato Scidone, responsabile della Sicurezza-. Tra le misure che vogliamo realizzare c’è un numero di telefono unico, 010-010-010, al quale i cittadini potranno segnalare tutti i problemi legati alla sicurezza. Ci sono strumenti come il vigile di quartiere, il taxi scontato per le donne che rientrano a casa dopo una certa ora e le telecamere sui bus dell’Amt».