Il City chiede Dida, ma vuole soprattutto Kakà

MilanoTerremoto Kakà. Un paio di scosse telluriche, una dopo l'altra, a metà pomeriggio, rimettono al centro del calcio-mercato il fuoriclasse brasiliano reduce dalla premiazione di Zurigo. Nelle pieghe della notizia, autentica, firmata Alberto Brandi su Tgcom (l'arrivo in via Turati di una folta delegazione del Manchester City), il rilancio di una operazione boom: la richiesta di tesserare Kakà per il club inglese alla cifra record di 100 milioni di euro. È la prima scossa che provoca una specie di terremoto mediatico. Perché a ruota seguono i lanci di Skysport24 con altri particolari risultati infondati (la presenza alla trattativa del papà di Riccardino, l'ingegner Bosco, ignaro e ancora in Brasile per le vacanze di fine anno) e le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio intercettato da alcuni cronisti. Gli girano le prime notizie sull'assalto del City e le sue risposte, invece che soffocare le voci, sembrano addirittura incoraggiarle. «Spero che Kakà sia incedibile - detta il presidente -. Spero che rimanga al Milan ancora per molto» la seconda espressione. Entrambe si possono spiegare così: all'oscuro della vicenda e delle notizie on line, il presidente Berlusconi (già spiazzato su Beckham e Thiago Silva a conferma dei suoi molteplici impegni di Governo) se la cava con espressioni di routine. Più tardi, informato di tutto punto, detta la risposta ufficiale: «Kakà non si tocca».
Dopo la seconda scossa di terremoto, si possono ricostruire i fatti secondo i loro accadimenti. Confermato l'arrivo del plotone di dirigenti inglesi, spediti dall'azionista del City a Milano per un incontro ufficiale ad altissimo livello. Smentita l'offerta planetaria dei 100 milioni di euro, in passato lanciata dai giornali inglesi, ma confermato l'interesse del club per una eventuale partecipazione alla trattativa Kakà che di sicuro Adriano Galliani non può nemmeno cominciare senza l'autorizzazione formale e non solo dell'azionista Fininvest. Al tavolo della discussione, di certo, c'è la richiesta di acquisire, subito, al mercato che si chiude il 2 febbraio, il portiere brasiliano Nelson Dida: proposta esaminata e girata al diretto interessato.
Sull'argomento Adriano Galliani ha una metafora che si coglie al volo. Spiega: «Io conosco bene la condizione del Milan. Noi siamo come quell'uomo fortunato che si accompagna a una donna stupenda: non deve meravigliarsi se la sua bella viene insidiata continuamente. Di sicuro l'uomo che si accompagna a una donna di nessun fascino non deve temere infedeltà». È normale che ci siano molti appetiti nei confronti di Kakà ma è altrettanto sicuro che Manchester come città e il City come destinazione calcistica non rappresentino il massimo della vita. Anche Ronaldinho, qualche mese prima, rinunciò al doppio dello stipendio promesso dal nuovo azionista inglese pur di fermarsi a Milano, col Milan, nel campionato italiano. Dida deciderà nelle prossime ore, Kakà non va nemmeno interpellato. Perché Berlusconi non pensa di cederlo e perché infine l'interessato non ha alcuna voglia di trasferirsi in Inghilterra.