Citylife, corsa a comprare le case da sogno

«Un sogno diventato realtà», parola di Daniel Libeskind, che ha definito così il progetto Citylife all’ex Fiera. Diventato famoso per i tre grattacieli disegnati da Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind, appunto, che tante polemiche ha scatenato negli scorsi anni, dall’ex assessore alla Cultura Sgarbi fino al premier Berlusconi, il nuovo quartiere che sorge sulle ceneri del capannoni della fiera campionaria, sta prendendo forma. «Avanti tutta» è la parola d’ordine di Maurizio Dallocchio, presidente della società Citylife: i lavori stanno procedendo secondo la tabella di marcia. Termine ultimo dei lavori: 2014. Con qualche anticipo: alla fine del 2011 infatti dovrebbero venire consegnati i primi appartamenti. Non solo, sono già stati prenotati circa 30 alloggi firmati Zaha Hadid per l’equivalente di 50 milioni di euro, mentre le residenze di Libeskind saranno messe in vendita da maggio. Chi sono gli acquirenti? «Il 30% sono stranieri, il restante italiani - risponde Dallocchio - tra i quali si segnalano anche residenti della zona. Un risultato molto buono se si pensa che non è stata fatta nessuna campagna pubblicitaria per la vendita. Gli 800 contatti che abbiamo avuto nel corso del 2008 infatti sono stati con persone che avevano chiesto di essere chiamate appena possibile».
Non c’è che dire, ha ragione Libeskind a parlare di case da sogno: gli appartamenti sono in vendita a un prezzo medio di 8500 euro al metro quadro, con punte di 12mila euro per i super attici. «Tutti gli appartamenti sono flessibili alle esigenze di chi le abiterà - ha spiegato l’architetto, che firma anche Ground Zero a New York, parlando del suo progetto - e si affacciano sul parco. Le 850 case sono uniche, ogni stanza è studiata per offrire una vista panoramica sulla città e sull’ambiente circostante: non esiste un progetto simile in nessun’altra parte del mondo, perché scaturisce dalla cultura e dalla tradizione milanese. Le facciate sono scolpite, per progettarle ci siamo ispirati al Duomo e alla città giardino del XXI secolo, rispecchiando, con materiali sensibili, la natura e l’ambiente culturale di Milano».
In questo caso però lusso fra rima con rispetto per l’ambiente: gli edifici, infatti, inseriti in classe A, ovvero a basso consumo energetico, sono riscaldati e raffreddati con un sistema di teleriscaldamento, messo a punto da A2A. Insomma l’intero quartiere sarà a impatto zero. Non solo, Citylife si prepara a diventare il terzo polmone verde per il centro cittadino: con i suoi 160mila mq di giardino, e 4000 nuovi alberi, il parco pubblico è il terzo per estensione. Nel quartiere, interamente pedonale, non circoleranno macchine, che saranno «nascoste» negli 8500 parcheggi sotterranei, vi si potrà accedere dal tunnel sotterraneo di viale Kennedy- Gattamelata. «È stato un lavoro complesso ma proficuo - ha commentato Dallocchio - che ha visto l’insostituibile ruolo di intermediazione da parte del Comune tra le esigenze di Citylife e le richieste di nuova socialità della città».