Citylife, la crisi ha raddrizzato i grattacieli

LA NUOVA LINEA Rivisti i disegni dei palazzi che Berlusconi definì «sbilenchi»

La crisi raddrizza anche i grattacieli di Citylife. «Una torre storta costa di più, nella fase esecutiva si cerca di risparmiare, rendendo possibile la realizzazione di strutture in modo da economizzare il più possibile». Ad ammettere il cambio di strategia è Salvatore Ligresti, patron di Fonsai e della cordata che trasformerà entro il 2015 tutta l’area della vecchia Fiera. Ieri l’apertura ufficiale del cantiere. E la correzione (in verticale) dei disegni chiesta agli architetti che firmato le tre torri, Hadid, Isozaki e Libeskind, non dispiacerà certo al premier Silvio Berlusconi, che un anno fa con poche battute aveva «demolito» il progetto: «I grattacieli storti e sbilenchi sono in totale contrasto con il contesto milanese». Ora lo saranno «un po’ di meno», assicura l’immobiliarista, che smentisce le voci di un passaggio del 25% di quote in Citylife a Impregilo («non ci pensiamo neanche»). Due miliardi di euro l’investimento complessivo per i 366mila metri quadri di Citylife, ma anche i cantieri avranno un ruolo anti-crisi: daranno lavoro direttamente a 2mila persone e ad altrettante 2mila nell’indotto, con il coinvolgimento di mille aziende. I prezzi degli alloggi? «In media 8.500 al metro quadro - anticipa l’ad Claudio Artusi - ma dipenderà dal piano e dall’affaccio». Già firmati 70 contratti preliminari di acquisto, per 100 milioni, e trattative in corso per 40 milioni. «Per ora sono più interessati i lombardi» precisa. Non solo il grattacielo di Libeskind dunque sarà rivisto, «stiamo ripensando anche gli altri due», ma quello in particolare «sarà destinato ad albergo, con alcune residenze di lusso che potranno usufruire anche dei servizi dell’hotel, la forma iniziale era meno compatibile con la nuova destinazione».
Letizia Moratti, che lo ha ereditato dall’ex sindaco Albertini, ammette che «come tutti i grandi progetti, anche questo aveva alcune opposizioni, era necessario ancora un momento di riflessione e ascolto dei residenti, lo abbiamo fatto ed è migliorato». Cita l’arrivo della linea 5 del metrò, che nel 2004 non era prevista, le altezze delle abitazioni su via Senofonte «che sono state abbassate per renderle più armoniche con il quartiere già esistente», ci sarà il Palazzo delle scintille per i bimbi, il museo di Libeskind diventerà di Arte contemporanea, «visto che quello del design c’è già in Triennale». Ancora: «Abbiamo aumentato del 40% il verde, ci sarà il terzo parco urbano della città e percorsi ciclo-pedonali da corso Sempione al Montestella». Nessun timore sui tempi: «Sono fiduciosa, sarà pronto per il 2015». «Anche prima» azzarda Ligresti, che ha fatto pace con la Moratti dopo le polemiche sulla richiesta di commissariamento del Comune («bisognava smuovere qualcosa, anche per tenere alta l’attenzione su quello che si realizza qui»). Promuove anche il piano del territorio che andrà in consiglio comunale da martedì («sembra ottimo, rispecchia le esigenze attuali: creare molto verde e spostare volumi dove c’è bisogno, riordinare la città»).
Libeskind ha presentato l’altro pezzo di Citylife che porta la sua firma, e nella versione finale è diventato una quarta torre: la Residenza Arduino, con 26 piani e 80 appartamenti. L’architetto,che ha vissuto a lungo in città («ci sono venuto dagli Usa 24 anni fa, avevo l’ufficio in piazza San Carlo, i miei figli tifano Milan e Inter» scherza), anticipa: «Saranno alloggi unici e artistici». Il governatore Roberto Formigoni ricorda che «la vendita di quest’area ha permesso a Regione e Fiera di creare il nuovo polo di Rho senza un centesimo dallo Stato. L’orgoglio dei lombardi è quello di saper fare da soli».