«Citylife», firmata la convenzione. Partono i lavori e le polemiche

Palazzo Marino ci ha messo la firma. Ieri ha siglato la convenzione con Citylife, la società immobiliare che realizzerà il progetto di trasformazione sull’area della vecchia Fiera. Da oggi le ruspe inizieranno a demolire i padiglioni, poi si passerà alla fase di bonifica. Nel frattempo, il Comune ha fatto sottoscrivere ai privati l’impegno ad aprire un tavolo di lavoro per rivedere il progetto tenendo conto dell’arrivo della metropolitana, inizialmente non prevista, sotto le Tre torri. «La novità consentirà di spostare attività commerciali all’interno della stazione, aumentando il verde in superficie, alcuni edifici residenziali potranno cambiare leggermente inclinazione e dare più respiro al quartiere», spiega l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli. Entro quattro mesi il tavolo concluderà i lavori e il Comune avrà tempo gli otto mesi successivi per recepire la variante urbanistica. «Soddisfazione» da parte di Citylife: «Garantiremo la qualità dei lavori nel rispetto dell’ambiente e delle condizioni di vita del quartiere». Rassicurazioni che convincono l’Unione e i comitati dei residenti che ieri hanno partecipato alla commissione convocata a Palazzo Marino sul tema. La presidente del Comitato residenti Fiera, Luisa Rigobon, ribadisce che «l’arrivo del metrò è una novità positiva, ma ci preoccupa il verde e il recinto di case alte fino a 20 metri», e riferisce che il comitato «diffida il sindaco e il direttore comunale dei progetti urbanistici: presentino la valutazione di impatto ambientale». Ben 2 ricorsi al tar, uno alla Corte Ue e un esposto alla Corte dei conti sono quelli presentati dal Comitato Vivi e progetta un’altra Milano. Ma Masseroli tira dritto: «Senza la firma entro il 15 rischiamo una richiesta di danni da parte della proprietà». Attaccato fuori dall’aula dai consiglieri dell’Unione e della capogruppo della Lista Ferrante, Milly Moratti. Che ha cercato al telefono anche la cognata-sindaco Letizia, in viaggio istituzionale a New York: «Le dirò che ha tradito le promesse fatte in campagna elettorale».