Clandestini all’asilo: Veardo non risponde

Inutili le domande dei consiglieri di opposizione

«Tutti i bambini hanno diritto a essere accolti nelle strutture scolastiche a prescindere dal possesso o meno del permesso di soggiorno dei genitori», lo stabilisce una determina del Comune del 2001 e lo ha ribadito ieri l'assessore ai servizi educativi e Istituzioni scolastiche Paolo Veardo. Ed è così che l'assessore ha liquidato i consiglieri Giuseppe Murolo di Alleanza Nazionale, il biasottiano Franco De Benedictis e Alessio Piana della Lega. I consiglieri dopo aver letto l'inchiesta del Giornale - dove si denunciava con quanta facilità una madre clandestina era riuscita a iscrivere il proprio bambino in una scuola non lontana da Principe -, hanno presentato una interrogazione urgente al presidente del Consiglio comunale Giorgio Guerello. L'interrogazione a risposta immediata ieri è durata poco meno di dieci minuti ed è finita con un nulla di fatto. «Gli uffici competenti, ossia quelli scolastici in base alla legge Bossi-Fini hanno l'obbligo di segnalare alla questura persone prive di permesso di soggiorno, lasciando alla questura l'onere di decidere se i clandestini con figli a carico possano beneficiare di permessi temporanei - hanno specificato i consiglieri -. Ciò premesso, i funzionari comunali se di loro iniziativa agiscono diversamente, non fanno altro che sostituirsi alla stessa magistratura». «Questo vuol dire contravvenire al rispetto di una legge dello Stato entrata in vigore subito dopo la determina comunale», ha aggiunto Murolo. Davanti alle incalzanti osservazioni dei consiglieri, che hanno sollevato anche le problematiche legate alle lungaggini burocratiche che molti genovesi affrontano nell'affannosa ricerca di un posto nelle scuole materne, l'assessore Veardo ha glissato elegantemente: non rispondendo.