Clandestini, Bossi: i medici non li denunceranno

Il leader della Lega commenta il provvedimento di legge in discussione alla Camera sulla segnalazione dei medici nei confronti degli immigrati irregolari che ricevono cure sanitarie. Sulla crisi: "Giusto aiutare le pmi"

Roma - La proposta aveva fatto discutere. E non poco. Tanto che il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva preso le distanze dicendo, in buona sostanza, di non essere d'accordo con l'idea di chiedere ai medici di denunciare gli immigrati irregolari che si fossero presentati in ambulatorio per farsi curare. Sull'argomento interviene ora Umberto Bossi, il leader del partito che più degli altri si batte contro l'immigrazione clandestina. Il Senatur non fa retromarcia ma mette le mani avanti, come a voler dire ai propri elettori: se non cambieranno le cose la colpa non sarà nostra: "Vedrete che i medici non lo faranno mai, si appelleranno al fatto che sono una casta superiore. Del resto è nel giuramento di Ippocrate, salveranno amici e nemici". Così il ministro per le Riforme ha commentato a Montecitorio il provvedimento di legge in discussione in questi giorni alla Camera sulla segnalazione dei medici nei confronti degli immigrati irregolari che ricevono cure sanitarie.

Crisi, giusto aiutare le pmi "Le piccole industrie vanno aiutate perché se non si investe" in questo segmento "chiudono molte fabbriche". Il leader della Lega commenta l’appello lanciato dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, alla vigilia dell’incontro previsto per domani con il presidente del Consiglio.

Federalismo e Pd "Stiamo lavorando ad una nostra mozione, la presenteremo nei prossimi giorni". Il leader della Lega risponde così a chi gli chiede di commentare la mozione Franceschini sulla finanza locale. Bossi riconosce che nella mozione del Pd "ci sono elementi buoni ma c’è il patto di stabilita". "I sindaci - afferma il leader del Carroccio - chiedono che il patto di stabilità interno sia rivisto: hanno i soldi per pagare gli artigiani del proprio paese, ma non possono farlo a causa del patto di stabilità. Ma poi c’è anche il patto europeo. Figurati Tremonti... non vorrà certo essere richiamato dall’Unione Europea".

Intesa con le regioni speciali L’intesa tra governo e presidenti delle Regioni a statuto speciale e province autonome sull’applicazione del ddl sul federalismo fiscale alle autonomie speciali "è un piccolo passa in avanti" verso il federalismo. Bossi è soddisfatto per l’accordo raggiunto: "È stato approvato un documento - dice Bossi - un altro piccolo passo in avanti".