Clandestini denunciano clandestini

da Foggia

Ancora violenze sessuali su donne. A chiamare però i carabinieri e a permettere l’arresto di uno dei maniaci sono stati due romeni clandestini. Sapevano che quella telefonata sarebbe costata loro l’espulsione ma non si sono tirati indietro di fronte a tanta ferocia.
È accaduto l’altra notte a Foggia, intorno alle 3 di mattina. Teatro delle violenze una scuola in stato di abbandono in viale Fortore.
Le vittime sono due ragazze polacche di 22 e 23 anni. I carabinieri hanno arrestato un ivoriano irregolare di 32 anni, con l’accusa di stupro, e un marocchino, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Si cerca un altro extracomunitario, complice nella violenza.
Secondo quanto ricostruito dai militari, le due giovani polacche sono state avvicinate da due extracomunitari, presumibilmente entrambi della Costa d’Avorio. Dopo averle fatte ubriacare, i due le hanno trascinate di forza verso una scuola abbandonata. A quel punto c’è stata una telefonata al 112, ma si è trattato di una segnalazione generica e la gazzella passata a controllare il viale non ha trovato nulla. Intanto tra le mura fatiscenti dell’ex scuola si stava consumando il dramma davanti agli occhi di altri stranieri e senza tetto vari che nell’edificio trovano ogni notte riparo.
Due di questi, due romeni entrambi clandestini, hanno però chiamato con il cellulare i carabinieri, spiegando cosa stava avvenendo. All’arrivo della prima gazzella, si è scatenato il parapiglia. Molti clandestini sono fuggiti, un altro gruppetto ha aggredito i militari. Due carabinieri, un appuntato e un brigadiere, sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari: ne avranno rispettivamente per 8 e 5 giorni. Nel frattempo sono arrivati i rinforzi e i militari hanno arrestato un ivoriano, Mouhamedi Diabx, trentadue anni, trovato ancora con una delle due vittime, e un marocchino, estraneo alla vicenda, che però aveva partecipato alla «rissa» per evitare i controlli.
Della seconda ragazza, intanto, nella scuola non c’era più traccia. Temendo il peggio, i carabinieri hanno iniziato a setacciare la città, trovandola dopo meno di un’ora nei pressi della stazione ferroviaria, mentre vagava in stato di choc. A quanto pare la giovane era riuscita a fuggire e a raggiungere un vagone della stazione ferroviaria ma qui però avrebbe dovuto subire le violenze di un altro straniero, sembra nordafricano.
I due romeni che avevano chiamato i carabinieri hanno testimoniato nel frattempo contro l’ivoriano arrestato, aiutando così gli investigatori a ricostruire la vicenda. E nei loro confronti, nonostante il foglio di via sia stato invetibale, si è deciso di sospendere il provvedimento di espulsione sospeso per ragioni legate allo svolgimento del processo. Ma una volta finito tutto, il loro coraggio non verrà forse premiato. E dovranno fare fagotto per tornarsene nel proprio Paese.