Clandestini e terrorismo, Gheddafi minaccia l'Ue Bruxelles: "Ribelli sono interlocutori politici"

Il Colonnello minaccia l'Europa: "Smetterò di collaborare su terrorismo e blocco dei clandestini". E l'esercito del regime sta per riprendere il controllo di Bengasi. A Bruxelles il Consiglio europeo. Cameron e Sarkozy per l'intervento militare, i 27 più freddi: "Il rais se ne vada"

Tripoli - Francia e Gran Bretagna spingono per l'intervnto armato in Libia? Il Colonnello minaccia l'Europa. Il leader libico Muammar Gheddafi ha minacciato oggi l’Unione europea di far venir meno il suo sostegno nella lotta contro il terrorismo e l’immigrazione clandestina. Lo riferisce l’agenzia ufficiale libica Jana. Se "l’Europa non appoggia e ignora il ruolo attivo della Libia nella lotta contro l’immigrazione e come garante della stabilità in Nord Africa e in tutta l’Africa, la Libia sarà obbligata a ritirare i suoi sforzi nella lotto contro il terrorismo e di cambiare completamente la sua politica verso al Qaida" ha affermato il colonnello Ghddafi in un messaggio diffuso dalla Jana. Tripoli cesserà anche "di lottare contro l’immigrazione clandestina affinchè milioni di neri affluiscano verso l’Europa" prosegue il messaggio rivolto ai dirigenti dei paesi Ue impegnati oggi a Bruxelles in una riunione straordinaria sulla Libia. "La Libia è capace di battere il terrorismo che la vuole trasformare in una nuova Somalia" ha aggiunto il colonnello che accusa gli estremisti di al Qaida di essere dietro la ribellione contro il suo regime.

Gli sms su Bengasi La controffensiva del regime corre anche sui cellulari. "Infelice popolazione di Bengasi: preparatevi ad essere felici perché il giorno della liberazione sta arrivando". È il testo di un sms inviato dal governo questa mattina hanno a tutti i libici. Oltre a Bengasi nel messaggio si parlava anche della città di Aidabiya: "Siate felici perché il giorno della liberazione è vicino". Intanto, la televisione di stato libica ha chiesto alla popolazione nell’Est del paese di non partecipare al rito della preghiera del venerdì per via di rischi alla sicurezza rappresentati da "mercenari e bande di criminali". Sulla tv pubblica oggi è apparsa una striscia in cui si avvertivano "i figli e la gente dell’Est di non recarsi in piazza e luoghi pubblici oggi per il timore di mercenari e bande di criminali".

Francia e Gran Bretagna unite Francia e Gran Bretagna sono pronte a "raid mirati e puramente difensivi nel caso in cui il regime di Gheddafi faccia uso di armi chimiche o dell’aviazione contro la popolazione che manifesta pacificamente". Lo ha ribadito oggi il presidente francese Nicolas Sarkozy al suo arrivo al summit dei capi di Stato e di governo Ue sulla Libia in corso a Bruxelles. Sarkozy ha però precisato che gli attacchi aerei sarebbero lanciati "a condizione che lo accettino le Nazioni unite, la Lega Araba e le nuove autorità libiche".

L'Europa è divisa Il balzo in avanti della Francia sulla Libia ha spiazzato gli alleati alla vigilia del Consiglio europeo straordinario che si riunisce oggi a Bruxelles. L’Italia e la Germania, e più in generale i vertici dell’Ue hanno reagito con fredda cautela, mentre il Regno Unito si è allineato ai francesi. Ma il documento uscito dal vertice è molto più morbido. I leader della Ue si apprestano a sottolineare la necessità di dialogare con le opposizioni in Libia, ma per il momento nessun riconoscimento ufficiale, almeno fino a che non vi siano organismi "effettivamente legittimati" dalla popolazione libica. Questo l’orientamento che si starebbe delineando al tavolo dei capi di Stato e di governo europei. "Per il momento - spiegano le fonti - per noi non esiste un’opposizione ufficiale". In effetti nella bozza di conclusioni del vertice straordinario dell’Ue in corso a Bruxelles sulla crisi libica si afferma che "l’obiettivo è che la Libia si avvii rapidamente a una transizione ordinata verso la democrazia grazie a un dialogo su basi ampie. L’Unione europea è pronta a dialogare con le nuove autorità libiche per aiutare il Paese a costruire uno Stato costituzionale e a sviluppare lo stato di diritto" ed è pronta altresì "a rispondere alle richieste del popolo libico di assistenza alla ripartenza dell’economia libica". L'unica presa di posizione forte è quella contro il rais: "Il colonnello Gheddafi deve abbandonare il potere immediatamente".

L'apertura verso gli insorti Nonostante il Consiglio nazionale transitorio della Libia non sia riconosciuta come un'opposizione ufficiale, però per L'Ue è "un interlocutore politico", secondo il presidente Herman Van Rompuy, che alla fine del Consiglio europeo ha detto: "L’Unione europea incoraggia il Consiglio nazionale di transizione. Al momento è per noi abbastanza affidabile per lavorare con loro". Per Van Rompuy, infatti, i rappresentanti dell’opposizione a Gheddafi "sono persone che hanno preso la difficile decisione di abbandonare il regime, e molti a rischio della loro vita".

Gheddafi non è più un interlocutore credibile Dopo il Consiglio europeo, Silvio Berlusconi ha ribadito che "per l’Europa Gheddafi non può essere più ritenuto un interlocutore credibile. Abbiamo invitato lo stesso colonnello a recedere dalle sue posizioni". Anche se il premier italiano ha detto che durante l'incontro non si è parlato di bombardamenti militari - proposti ieri dalla Francia - Nicolas Sarkozy è ancora favorevole a un intervento militare "se Muammar Gheddafi continuerà a prendere di mira i civili. Il capo dell’Eliseo ha puntualizzato che "nessuno vuole" un intervento militare, "ma è chiaro che l’Europa sta mandando un messaggio e non vuole escludere questa opzione".