Clandestini graziati se non hanno soldi

Anche la Bossi-Fini ha stimolato la creatività dei giudici. Uno degli episodi più celebri resta la sentenza di un giudice di pace di Genova che nel 2005 rifiutò di decretare l’espulsione di un marocchino e una nigeriana, clandestini in Italia. Motivo? Una serie di scusanti che per il giudice erano assolutamente valide per disapplicare la legge. In prima battuta, in mancanza di un cpt a Genova, il giudice li aveva lasciati liberi invitandoli a lasciare l’Italia entro cinque giorni con mezzi propri. Trascorso un po’ di tempo i due erano stati ribeccati tranquillamente in giro per Genova. Espulsi? Macché. Per il giudice non si poteva, perché «mancano loro i mezzi idonei per espatriare».